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Tappa

9

Domenica 12
Maggio 2024

214 km
Dislivello 1.300 m

Partenza tra

G ::

Avezzano -

Napoli

altimetria

planimetria

info tecniche

Tappa da volata con insidia finale. Si parte quasi costantemente in leggera discesa da Avezzano lungo la superstrada di Sora e Cassino. Raggiunta la cosa tirrenica dopo Minturno si toccano Castelvolturno, Mondragone, Lago Patria e Cuma prima di salire a Monte di Procida con un succedersi di strappetti fino a Pozzuoli e a Posillipo. Settore finale in discesa prima dell’arrivo in via Caracciolo.

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Città di:

partenza
arrivo

Avezzano



Panoramica

La città di Avezzano è posizionata al centro della Marsica, area storico-geografica abruzzese in provincia dell’Aquila. Distesa sul bordo nordoccidentale della conca del Fucino, è dominata a nord dal massiccio del Monte Velino, il terzo monte per altezza degli Appennini. Costituisce un nodo geografico importante nell’area appenninica dell’Italia centro-meridionale, posta a metà strada tra Roma e Pescara facilmente raggiungibili con le autostrade A24 / A 25 e la linea ferroviaria. La città è riuscita a risollevarsi moralmente ed economicamente dal terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, classificato tra i maggiori eventi sismici avvenuti in Italia per forza distruttiva e numero di vittime, circa trentamila.

Punti di Interesse

  • Il Castello: edificato sui resti di una torre medievale del XII secolo, il Castello Orsini-Colonna fu trasformato nel 1490 da Gentile Virginio Orsini, secondo lo stile rinascimentale. Nella metà del Cinquecento, la struttura ampliata e fortificata da Marcantonio Colonna, fu resa idonea a svolgere attività teatrali. Il 13 gennaio 1915 il maniero fu distrutto dalla scossa di terremoto che rase al suolo la città, la parte più elevata della struttura crollò e andarono perdute le aggiunte cinquecentesche dei Colonna. I lavori di restauro, svolti in più fasi, si conclusero nel 1994 e da allora le sale interne sono utilizzate per spettacoli teatrali, musicali e convegni.
  • Il Santuario della Madonna di Pietraquaria: situato sul monte Salviano a circa 1.000 m s.l.m. il Santuario è dedicato alla Madonna di Pietraquaria, protettrice della città di Avezzano. Il nucleo di Petram Aquarium venne edificato nel medioevo ove sorgevano tre piccoli edifici religiosi dedicati a San Giovanni, San Pietro e a Santa Maria. Alla Vergine di Pietraquaria è anche dedicata la tradizione più forte e persistente della comunità avezzanese, ovvero quella dei tradizionali “ Focaracci”: i fuochi accesi nei rioni della città, in onore della Protettrice, che illuminano la notte del 26 aprile.
  • Il “Madonnone” – Incile del Fucino – Emissario Ipogeo: L’Incile del Fucino è un’infrastruttura realizzata all’imbocco dell’emissario ipogeo del Fucino. È costituita dalla testata dell’emissario, dal bacino di accumulo delle acque e dal ponte delle paratoie. Il complesso è sovrastato dalla statua dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, alta circa sette metri, chiamata affettuosamente dagli avezzanesi “Il Madonnone”. L’opera è situata in località Borgo Incile, a sud della città.
  • I Cunicoli di Claudio: imponente opera idraulica di epoca romana unica al mondo, realizzata grazie al lavoro di trentamila persone tra schiavi ed operai. I sei cunicoli e i trentadue pozzi furono costruiti per volontà dell’Imperatore Claudio tra il 41 e il 52 d.C. al fine di prosciugare il lago Fucino. L’obiettivo era quello di salvaguardare i paesi marsicani dalle inondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili. Dal bacino una buona parte delle acque lacustri defluì nel fiume Liri attraverso l’emissario del monte Salviano. Con la caduta dell’Impero Romano e in assenza di manutenzione, la galleria si ostruì facendo ritornare lo specchio d’acqua ai livelli originari. Nel 1854 Alessandro Torlonia ripropose la sfida del prosciugamento del lago del Fucino; utilizzando le più moderne tecnologie e quattromila operai al giorno fu realizzato un nuovo canale, lungo oltre 6 chilometri, che ricalca in buona parte il tunnel Claudiano. La nuova opera, connessa al monumentale Incile del Fucino, permise nel 1878 il totale prosciugamento del lago, trasformando il territorio in un bacino fertile e adatto all’agricoltura, migliorandone le condizioni socio-economiche.
  • Il Palazzo di Città: a seguito del disastroso terremoto del 13 gennaio 1915, la nuova casa municipale fu progettata dall’ingegnere Sebastiano Bultrini e inaugurata definitivamente il 15 dicembre 1927. Stilisticamente il palazzo si presenta come una residenza toscana del Quattrocento in stile neogotico, caratterizzato da elementi architettonici neomedievali ed una facciata affiancata da due altane simmetriche con finestre circolari sulla parte superiore e bifore su quella inferiore; tre finestre trifore sono posizionate sul corpo centrale dotato di un balcone. Sul tetto venne installata nel 1936 la sirena antiaerea che durante la Seconda Guerra Mondiale avvertiva la popolazione delle imminenti incursioni aeree. Ancora funzionante, suona ogni giorno per indicare il mezzodì.
  • La Cattedrale di San Bartolomeo: la cattedrale di San Bartolomeo Apostolo, detta anche cattedrale dei Marsi, è il principale luogo di culto di Avezzano, chiesa madre della diocesi omonima ed è tra le più grandi della regione Abruzzo.

Napoli



Panoramica

Napoli è una delle città più popolose d’Italia e ad oggi conta circa un milione di abitanti.

Fin dall’Antichità è stata una città multiculturale, meta ambita da tante popolazioni che si sono avvicendate nel corso dei secoli e ne hanno via via plasmato l’aspetto e la cultura. Passeggiare nel cuore della città antica è un po’ come ripercorrere le diverse tappe della sua storia. Infatti, tra i lunghi e caratteristici vicoli, le architetture delle chiese e antichi palazzi nobiliari, sono evidenti tante stratificazioni che testimoniano di diverse influenze storico-artistiche. Non a caso nel 1995 il Centro storico di Napoli è stato dichiarato dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”.

Tra le strade più famose del centro da percorrere vi è sicuramente Spaccanapoli, una lunga arteria che, vista dall’alto della collina del Vomero, sembra dividere in due il centro antico e poi via San Gregorio Armeno nota per le antiche botteghe artigiane di arte presepiale. Non può mancare una tappa al Duomo dove la cappella del tesoro di S. Gennaro è considerata uno dei capolavori del barocco.

Gastronomia

Se c’è una specialità che immediatamente viene associata alla gastronomia partenopea, questa è sicuramente la pizza. La più nota e classica variante “margherita” con basilico, pomodoro e fior di latte è ormai affiancata dalle nuove e più sofisticate varianti “gourmet” condite con gli ingredienti più disparati in grado di accontentare tutti i palati.  A Napoli la pizza è una cosa seria, quando si parla dell’attività dei pizzaioli si parla di “arte”. E come tale non si improvvisa ma è fatta di procedure e gesti ben precisi che si tramandano di bottega in bottega. Non a caso nel 2017 l’arte dei pizzaioli napoletani è stata dichiarata “patrimonio immateriale dell’umanità”. È stato dunque riconosciuto il forte valore culturale e identitario della pizza che è considerata come marchio di “napoletanità”.

Ma il turista che viene in città, volendo assaggiare i prodotti della tradizione ha solo l’imbarazzo della scelta. Un altro prodotto tipico è il cosiddetto “casatiello” una torta rustica, impastata con pepe e sugna, ripiena di salumi, uova e formaggi. Si prepara in occasione della Pasqua ed è immancabile nelle classiche gite fuori porta di Pasquetta.

In realtà, anche la pasticceria napoletana è variegata. Non può, infatti, mancare una tappa in una delle tante pasticcerie per assaggiare i dolci tipici come il celebre babà, nella sua variante classica con rhum o con l’aggiunta di panna, crema o cioccolato; oppure le sfogliatelle nella duplice variante a forma di conchiglia detta “riccia”, fatta con pasta sfoglia oppure la versione tonda in pasta frolla. Da provare sono anche le versioni “gelato” che ripropongono i gusti di questi dolci tanto amati ma in versione decisamente estiva.

Bevande

Il caffè è sicuramente uno dei simboli della città di Napoli. Apprezzata per la sua virtù rinvigorente è, in realtà, molto più di una semplice bevanda. Offrire un caffè o semplicemente berlo in compagnia ha un valore simbolico, è un atto di cortesia, un gesto di amicizia. Il caffè è un pretesto per accorciare le distanze e iniziare una conversazione.

A Napoli vi è l’usanza del caffè sospeso. Quando si consuma al bar ne viene pagato uno in più che resta “in sospeso” per un futuro avventore che ne farà richiesta. In questo modo il caffè viene offerto anche a chi non può permetterselo.

Sebbene sia apprezzato in tutte le sue varianti, il modo più tradizionale per prepararlo è l’utilizzo della cosiddetta “cuccuma”, la tipica caffettiera napoletana. È composta da due contenitori sovrapposti, uno si riempie  con il caffè e l’altro con l’acqua. Quando questa arriva ad ebollizione, bisogna capovolgere  la caffettiera in modo che l’acqua possa filtrare attraverso la polvere di caffè. Durante questo procedimento è buona abitudine coprire il beccuccio della caffettiera con un “coppetiello”  ossia un conetto di carta in modo tale da non far disperdere l’aroma del caffè. Ce lo insegna Eduardo de Filippo nella celebre commedia Questi fantasmi.

Punti d'interesse

Sono sempre più numerosi i turisti che, da ogni parte d’Italia e del mondo, decidono di visitare Napoli durante tutto l’anno. La città offre ai visitatori un vasto patrimonio storico e artistico che ne fa una delle tappe principali del turismo culturale. Attraverso i suoi musei, le innumerevoli chiese, gli antichi palazzi nobiliari, i vicoli caratteristici, Napoli racconta la sua storia millenaria fatta di incroci di popoli e civiltà che hanno lasciato la loro impronta nella cultura locale.

La sua bellezza però non viene solo dal passato. La città sa anche essere terreno fertile per le novità aprendosi alla modernità.

Una delle esperienze più significative in tal senso è data dall’inaugurazione delle stazioni della linea 1 della metropolitana, cosiddette stazioni dell’arte. Al loro interno sono state collocate delle opere di artisti contemporanei e le stesse stazioni sono state progettate da architetti di fama internazionale. Non a caso sono state denominate dei “musei obbligatori” perché  i passeggeri che transitano nelle stazioni diventano inevitabilmente fruitori di opere d’arte contemporanea e non solo. Infatti all’interno di alcune stazioni sono stati riportati alla luce delle strutture antiche risalenti al periodo greco-romano.

Anche nei suoi caratteristici vicoli, è un’esplosione d’arte. Ai famosi Quartieri Spagnoli o nel popolare quartiere Sanità è possibile seguire dei veri e propri itinerari turistici alla scoperta della street art che si sta mano mano diffondendo anche nei quartieri periferici grazie ai murales realizzati  dall’artista napoletano Jorit. I suoi ritratti si caratterizzano per il forte realismo con cui sono raffigurati personaggi noti legati alla cultura partenopea. Tra questi, anche il patrono San Gennaro raffigurato sulla facciata di un palazzo a due passi dal Duomo dove sono custodite le sue reliquie.

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