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Tappa

8

Sabato 11
Maggio 2024

153 km
Dislivello 3.750 m

Partenza tra

G ::

Spoleto -

Prati di Tivo

altimetria

planimetria

info tecniche

Tappone appenninico corto e con grande dislivello. Si scala in partenza la Forca di Cerro seguita da Forca Capistrello che porta a Leonessa dove si percorre un tratto inedito con la salita a Croce Abbio (praticamente Passo Capannelle) da Capitignano. Discesa veloce fino ai piedi della salita finale di 14 km al 7% medio.

dettaglio salite

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info turistiche

Città di:

partenza
arrivo

Spoleto



Panoramica

Il comune di Spoleto si trova nella parte meridionale della Valle Umbra, racchiuso all’interno di una grandissima pianura (dove un tempo sorgeva anche un lago), la città si è sviluppata sul colle Sant’Elia per poi proseguire verso le zone di Monteluco e fino alle rive del Tessino.

Gastronomia

Strangozzi (anche detti Strengozze o Stringozzi): Gli strangozzi, formato di pasta lunga, sono un tipico primo piatto di origine umile e antica. Gli strangozzi devono il loro nome alla forma, simile a quella delle stringhe di cuoio delle scarpe e sono dei tagliolini un po’ più spessi rispetto ai tradizionali, con un impasto a base di farina e senza uova. Lo strangozzo si abbina a condimenti semplici, essenziali, di cui esalta il sapore: l’olio spoletino in primo luogo, ma anche il pomodoro fresco e i prodotti del bosco, come gli asparagi selvatici, i funghi, il tartufo.
Crescionda: tra i tanti dolci tradizionali, la Crescionda è senza dubbio il dolce più tipico del comprensorio spoletino, sconosciuto nel resto dell’Umbria. Al taglio risulta costituita da 3 strati: il primo consistente formato dagli amaretti e dalla farina, il secondo centrale chiaro tipo budino alla vaniglia, formato dal latte e dalle uova, e il terzo superficiale, di colore scuro formato quasi esclusivamente dalla cioccolata.
Attorta: un tempo preparato in occasione delle principali festività dell’anno, oggi questo dolce è tipico del Natale o comunque del periodo invernale. L’attorta, che in altre zone dell’Umbria si chiama “rocciata” ricorda il più nordico “strudel”. L’attorta è composta da un serpentone di sfoglia attorcigliato su se stesso, ripieno di mele e altri ingredienti tra cui uvetta, pinoli, noci, cioccolato e alchermes.
Castagnole: l’impasto delle Castagnole è fatto con uova, zucchero, farina e strutto, ai quali si aggiungono miele e mistrà. Sono chiamate anche sfrappe o finocchi. Le Castagnole prendono il loro nome dalla forma piccola ed arrotondata, simile a quella delle castagne e vengono fritte in olio bollente per poi essere spruzzate di alchermes. Vengono gustate accompagnate da vin santo.

Punti di Interesse

Tracciato dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia: il tracciato ferroviario di 51 km che collegava Spoleto a Norcia venne inaugurato nel 1926 e rimase operativo fino al 1968. La linea, a scartamento ridotto, aveva tutte le caratteristiche delle linee di montagna e fu considerata un capolavoro di ingegneria ferroviaria e di inserimento ambientale. Il percorso, immerso in un incantevole scenario naturale, è stato negli anni quasi interamente riqualificato e messo in sicurezza per essere convertito in una greenway fruibile a piedi o in bicicletta. Il percorso, che consente di scoprire la Valle Umbra attraversando località incantevoli e poco conosciute, è stato premiato come migliore via green d’Italia.

Rocca Albornoz: la Rocca Albornoziana di Spoleto sorge in cima al Colle Sant’Elia, nel punto più alto della città. Fu costruita intorno al 1360 come parte del sistema di fortezze fatte realizzate dal Cardinale Albornoz a difesa dei territori dello Stato Pontificio, in vista del rientro definitivo della sede papale da Avignone a Roma. Ha forma rettangolare, con due ampi cortili interni e sei torri. Attualmente la Rocca è un sito museale e ospita il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. Al di sotto della Rocca si erge il maestoso Ponte delle Torri, altro luogo simbolo di Spoleto, un tempo acquedotto. Il camminamento pedonale del ponte, lungo 230 metri, consente di raggiungere in pochi minuti il Monteluco, montagna cara a San Francesco e agli spoletini, attraversata da sentieri trekking che offrono superbe vedute sulla città e sulla Valle Spoletana.

Piazza Duomo: dall’alto della scalinata di via dell’Arringo si apre la splendida vista sulla scenografica Piazza Duomo, creata in epoca tardomedievale scavando un terrazzamento ai piedi del colle Sant’Elia. A sinistra della piazza si trovano il Teatro Caio Melisso, uno dei più antichi teatri italiani a palchetti, costruito nella seconda metà del ‘600, e la chiesa di S. Maria della Manna d’Oro, sorta tra il XVI e il XVII secolo. Di fronte si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta, fulcro spirituale della città, risalente al XII secolo. Piazza Duomo è il luogo dove si svolge ogni anno il concerto finale del famoso Festival dei Due Mondi, che dal 1958 trasforma la città in un grande palcoscenico attraendo artisti e appassionati di musica, teatro, danza e arti visive. Quest’anno il Festival dei Due Mondi si terrà dal 28 giugno al 14 luglio; il programma della prossima edizione è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione: www.festivaldispoleto.com

Palazzo Collicola: Palazzo Collicola è un imponente edificio gentilizio costruito tra il 1717 e il 1730 per volontà del cardinale Francesco Collicola. Un tempo contava centodieci stanze ordinate su quattro livelli, oltre agli ambienti del seminterrato e delle soffitte, e affacciava su quelle che erano le scuderie della famiglia, ora piazza Collicola. Attualmente Palazzo Collicola ospita la Galleria d’Arte. Nel Palazzo è collocata anche la Biblioteca Giovanni Carandente, notevolissima raccolta d’arte contemporanea con oltre trentamila volumi schedati e consultabili. Maggiori informazioni disponibili sul sito Palazzo Collicola.

Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”: il Teatro Nuovo fu costruito tra il 1854 e il 1864 su progetto dell’ingegnere marchigiano Ireneo Aleandri. Il teatro è facilmente raggiungibile attraverso il percorso di tapis roulant sotterranei che collegano il parcheggio Posterna alla parte alta del centro storico. La città di Spoleto si è infatti dotata di un moderno sistema di parcheggi, scale mobili e tapis roulant che consente ai visitatori di lasciare il proprio mezzo appena fuori dal centro per poi spostarsi comodamente a piedi senza affrontare grandi salite.

Prati di Tivo



Panoramica

Prati di Tivo è una località turistica del comune di Pietracamela (Teramo) situata a 1450 m. di altitudine, posta alle falde del Gran Sasso d’Italia, che con i suoi 2.912 metri è la cima più alta degli Appennini. Immersa nei boschi di faggio e di aschiero, costituisce un paesaggio naturalistico tra i più affascinanti d’Abruzzo, caratterizzato da una flora molto ricca e varia con anemoni, genziane, orchidee e primule.
Prati di Tivo è una stazione turistica meta di turisti e sportivi durante tutto l’arco dell’anno, in quanto offre ai propri visitatori servizi stagionali mirati e diversificati che fanno da cornice ad una considerevole ricettività alberghiera. È il più importante sito degli Appenini dove praticare l’arrampicata, d’inverno e d’estate, è dotato di centinaia di chilometri di sentieri dove effettuare trekking per tutti i livelli di difficoltà. Nella stagione invernale è meta degli appassionati dello sci su pista e sci alpinismo, ed offre la possibilità di fare emozionanti ciaspolate nel meraviglioso Bosco vetusto dell’Aschiero, dove sono presenti giganti faggi secolari. Da Prati di Tivo è possibile raggiungere il Rifugio alpino Carlo Franchetti, posizionato a 2.433 metri tra le maestose cime del Corno Grande e del Corno Piccolo ed in prossimità del Ghiacciaio del Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa.

Punti di Interesse

Pietracamela è un borgo antichissimo chiamato nell’antichità Pietra Cameria, o più semplicemente Preta, sorge in prossimità del corso di Rio Arno a 1.005 m di altitudine. Il Centro, arroccato su di una pendice montana e sormontato da un roccione incombente, ha considerevole fattura antica ed è costituito da edifici elevati con ciottoli e pietre unite da legante che caratterizzano gli stretti vicoli sormontati da piccoli balconi che si affacciano su terrazze-belvedere e dominano da un lato la catena montuosa del Gran Sasso ed a valle il vasto panorama della provincia di Teramo.
Entrando nelle piccole viuzze del borgo tra le case in pietra si incontra la chiesa più antica di San Giovanni Battista, edificata nel 1432 all’interno della quale vi è un bellissimo ed enorme meccanismo di orologio a pesi del 1700. Proseguendo per le viuzze si incontra la Chiesa di S. Rocco del 1530, dedicata al santo nella pestilenza che in quel periodo imperversava su tutta la penisola, con un semplice altare con la statua lignea del santo con cagnolino. All’inizio del centro è situata l’imponente Chiesa di San Leucio, santo protettore di Pietracamela.

Le peculiarità di Pietracamela sono senza dubbio le pitture rupestri del maestro Guido Montauti (1918-1979) originario di Pietracamela ed artista di fama internazionale, dipinte sul costone di roccia che sovrasta il paese. Un museo a cielo aperto, meta di visitatori in tutti i periodi dell’anno.
Pietracamela è famosa nel mondo dell’Alpinismo italiano, in quanto ha visto nascere ed è tuttora sede dell’associazione alpinistica più longeva d’Italia gli “Aquilotti del Gran Sasso – Alpinisti di Pietracamela” che ha compiuto i 100 anni di attività nel 2023.
A poca distanza da Pietracamela si trova la frazione di Intermesoli, che vanta anch’essa antica origine e, tra Medioevo e Rinascimento, è stato un centro molto popolato grazie alla lavorazione delle lane ed alle attività boschive.

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