Vino e Bevande
Le Colline del Prosecco Superiore DOCG di Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2019 come paesaggio culturale. Questo riconoscimento premia l’armoniosa interazione tra uomo e ambiente, che ha modellato nei secoli un territorio unico, coltivando vigneti disposti a terrazze alternati a piccoli borghi incastonati tra le colline.
Il Prosecco DOCG è uno dei vini italiani più apprezzati al mondo, caratterizzato da un’effervescenza leggera e un gusto fresco.
Punti di interesse
DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA. Eretto tra il 1936 e il 1937 dall’Arch. Domenico Rupolo. Sulla parete della navata sinistra si apre una cappella che custodisce l’antico fonte battesimale e la pala del 1540 di Francesco da Milano raffigurante l’Assunzione di Maria. Ad adornare gli altari laterali, sono conservate le opere degli scultori Marta Sammartini e Giovanni Possamai. Al suo interno è conservata la tomba del Beato Giuseppe Toniolo.
PONTE DEL CONTENZIOSO era in origine costruito in legno di colore rosso, poggiava su un unico pilastro centrale ed era coperto da una tettoia come quella del ponte di Bassano del Grappa. Il suo nome si deve alle lotte di cui fu spesso teatro, tanto da passare alla storia come il “ponte contenzioso” o “del contenzioso”. Venne così definito dai conti Brandolini nel loro ricorso alla Serenissima, allo scopo di denunciare alcuni fatti di sangue accaduti nei suoi pressi. La sponda destra faceva capo al comune di Treviso, mentre la sponda sinistra al podestà di Cison.
PALAZZO BALBI-VALIER l’edificio che testimonia l’importanza del tessuto economico e sociale pievigino nei secoli. Costruito dall’omonima nobile famiglia veneziana agli inizi dell’Ottocento sull’impianto di una preesistente villa seicentesca, l’edificio era al centro di un vasto complesso manufatturiero in cui i Balbi Valier gestivano le attività legate alla lavorazione della seta. Fino alla Seconda Guerra Mondiale qui visse con la sua famiglia Marta Sammartini, una delle poche scultrici del Novecento.
LOGGIA DEI GRANAI L’edificio si trova nella centralissima Piazza Balbi Valier, proprio sopra al monumento ai caduti, e fu costruito per volere degli stessi conti Balbi Valier. La costruzione risale alla seconda metà dell’Ottocento. A progettarla fu, come per Palazzo Vaccari, l’ingegner Ferdinando Chisini. La loggia dei grani nacque con una valenza commerciale e mercantile poiché in piazza si teneva il mercato delle granaglie e del bestiame.
PALAZZO VACCARI Piazza Vittorio Emanuele II è ancora oggi il centro del paese e sede principale del mercato, nella quale spicca Palazzo Vaccari, oggi palazzo municipale. Da poco restituito alla comunità dopo un sapiente restauro, nel corso del ‘900 l’edificio fu la principale scuola elementare della città. “Educa e spera” recita l’iscrizione della facciata posteriore del palazzo: l’iscrizione fu voluta dall’allora sindaco Antonio Schiratti.
VILLA BRANDOLINI Realizzata nel XVIII secolo, comprende, la Villa, la barchessa, la foresteria, il giardino e la cappella privata. In stile veneto, è ornata di decorazioni a stucco veneziani, posteriori alla costruzione della villa stessa. Nel dopoguerra, Emilio Fontana – artista locale – si occupò del restauro decorativo. Una rete nascosta di cunicoli fu un ingegnoso sistema di raccolta e smistamento di acque, ma rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale. La Villa è sede della scuola di musica “Toti dal Monte” e del “Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”.
BEATO GIUSEPPE TONIOLO economista e sociologo di straordinaria attualità, ha dedicato la sua vita alla promozione di un modello sociale ed economico ispirato ai valori cristiani, con al centro la dignità della persona e il bene comune. Nato a Treviso e proclamato Beato dalla Chiesa il 29 aprile 2012, il suo pensiero ha segnato profondamente la dottrina sociale cristiana e continua a ispirare chi è impegnato nella costruzione di una società più giusta e solidale. Toniolo è sepolto nel Duomo di Pieve di Soligo.
POETA Andrea Zanzotto tra i più significativi poeti italiani della seconda metà del Novecento. Insignito di prestigiosi riconoscimenti: il S. Babila Inediti (1950), il Premio Feltrinelli (1987), il Premio Bagutta (1999) e il Premio Hölderlin (2005), oltre a diverse lauree honoris causa. Nel 1950 concorre al premio San Babila per la sezione inediti. La giuria, composta da: Montale, Quasimodo e Ungaretti, lo decreta vincitore con poesie composte tra il 1940 e il 1948, che sarà poi pubblicato nel 1951 con il titolo Dietro il paesaggio. Nell’’76 il poeta, iniziò a collaborare con Federico Fellini nella scrittura dei testi del Casanova.