La Visma è implacabile, Vingegaard sferra il colpo
Pronti, via, e si sale verso Saint-Barthélémy, con attacchi a destra e sinistra. Inizialmente si forma un gruppo di una trentina di atleti, con Jardi Christiaan Van der Lee (EF Education-EasyPost) che scollina per primo. Sulla salita di Doues rimangono in 23: Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Alexander Cepeda, Jardi van der Lee (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Enric Mas, Juanpe López, Lorenzo Milesi, Einer Rubio (Movistar Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team), David de la Cruz, Mark Donovan, Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-BORA-hansgrohe), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman, Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Ludovico Crescioli (Team Polti-VisitMalta), Igor Arrieta, Jan Christen, Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).
Davanti vanno forte, ma dietro non si scherza, perché stavolta la Visma | Lease a Bike sembra avere la chiara intenzione di tenere chiusa la corsa e giocarsi la vittoria di tappa. I fuggitivi non demordono, con Giulio Ciccone che scopre le sue carte e dimostra di fare più di un pensiero alla Maglia Azzurra: conquista il GPM di Lin Noir e poi anche quello di Verrogne, che già si era preso nel 2019 e nel 2022.
La rimonta del gruppo è però puntuale e inesorabile, e passa da 3’30” ai 2’10” ai piedi della salita di Pila. Tim Rex lascia spazio a Bart Lemmen, poi a Victor Campenaerts e poi a Sepp Kuss: Ciccone, Rubio e Hirt resistono fino ai -5, poi vengono riassorbiti quando la selezione dietro è già cominciata. Il primo big a saltare è Ben O’Connor (Jayco AlUla), al quale segue subito dopo la Maglia Rosa Eulálio.
La mazzata decisiva, un po’ a tutti, la tira un eccezionale Piganzoli, che col suo forcing fa saltare i big della generale uno dopo l’altro, portandosi dietro solo Vingegaard e Gall. Il danese ringrazia e gli basta un piccolo scatto a 4,4 km dalla vetta per rimanere da solo e mettere nel mirino vittoria di tappa e Maglia Rosa. Gall questa volta perde secondi chilometro dopo chilometro, mentre appena dietro Hindley e un prudente Pellizzari – che si è sempre tenuto in coda al gruppo per poi rimontare pian piano – staccano Thymen Arensman e si riportano su Piganzoli.
Vingegaard stravince e completa un altro cerchio, quello di indossare le maglie di leader in tutti e tre i Grandi Giri. Il Giro prende la direzione della Danimarca, ma c’è lotta per tutto il resto, il podio, la Maglia Azzurra e la Maglia Ciclamino, che domani sarà indossata da Jhonatan Narváez, bravo ad aggiudicarsi il traguardo volante di Roisan e superare Magnier per appena un punto.