Se i velocisti speravano in una tappa tranquilla e facile da controllare, sono rimasti delusi fin dai primi chilometri. Dopo 15 km nervosi, riescono ad andare via 5 corridori: Jonas Geens (Alpecin-PremierTech), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Jardi Christian Van der Lee (EF Education-EasyPost), Juan Pedro Lopez (Movistar) e Mattia Bais (Polti VisitMalta). Sembra la situazione perfetta e definitiva per il gruppo, invece la decisione della Soudal Quick-Step di tenere vicina la fuga si rivela controproducente.
Dopo 75 km di corsa, infatti, riprendono gli scatti, con un drappello di 13 unità che si riporta inizialmente sui 5 e il gruppo che si vede costretto a reagire e annullare l’attacco. Poco prima della salita verso Colle Giovo evadono quindi altri 6: Jonas Geens (Alpecin-PremierTech), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Jardi Christiaan Van der Lee (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Jonas Rutsch (Lotto Intermarché) e Frederik Dversnes (Uno-X Mobility).
Il gruppo resta tranquillo per qualche chilometro, ma salendo a Colle Giovo la Movistar decide di fare quello che aveva già fatto a Cosenza: tirare a tutta per mettere in difficoltà i velocisti. Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) e Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) saltano quasi subito, mentre Paul Magnier (Soudal Quick-Step) e Jonathan Milan (Lidl-Trek) resistono più a lungo e mollano solo allo scollinamento, quando il gruppo rientra sui fuggitivi.
La Maglia Ciclamino e Milan riagganciano il gruppo principale, ma la Movistar non demorde anche su Bric Berton, e i due velocisti più forti di questo Giro devono nuovamente lasciarsi sfilare e scollinare con un minuto di ritardo a 52 km dall’arrivo. Improvvisamente alleati, i due si impegnano al massimo per rientrare, ma purtroppo per loro nel gruppo principale, ridotto a 60 unità, ci sono più squadre interessate a lasciarli indietro.
EF Education-EasyPost e NSN spingono a tutta, Milan e Magnier alzano definitivamente bandiera bianca, ma anche davanti le energie cominciano a mancare, con Eulálio che, per non saper né leggere né scrivere, si porta a casa i 6″ di abbuono del Red Bull KM. In vista del finale provano ad anticipare Giulio Ciccone (Lidl Trek) e Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG), stoppati dalla Visma | Lease a Bike, ma l’attacco buono è quello di Segaert, passistone classe 2003 già Maglia Rosa al Giro Next Gen, che guadagna subito una cinquantina di metri e si fa rivedere solo al traguardo. Con il secondo posto di Aerts, il Belgio torna a fare una doppietta al Giro 48 anni dopo l’ultima volta: nel 1978, a Silvi Marina, Rik van Linden anticipò Roger De Vlaeminck.