Vedi tutti
Loading...
Vedi tutti
Daily Highlights Guardali subito

Magnier, nato per vincere

08/05/2026

Paul Magnier è uno di quei corridori che sembrano avere una sola idea in testa: vincere. Un anno fa aveva lasciato il suo primo Giro senza successi, con il terzo posto di Napoli come miglior risultato. Dodici mesi dopo, eccolo invece sul gradino più alto del podio di Burgas, pronto a indossare la prima Maglia Rosa assegnata nella storica Grande Partenza bulgara.

«Sono emozionatissimo e orgoglioso», racconta il velocista della Soudal Quick-Step con il sorriso largo di chi sembra vivere e correre sempre a piena intensità.

Del resto, Magnier non ha mai nascosto la propria ossessione per il successo. «La vittoria è il motore della motivazione», diceva già agli inizi della carriera professionistica, inaugurata in modo clamoroso con il trionfo al Trofeo Ses Salines-Felanitx nel gennaio 2024, alla sua prima corsa tra i grandi. «Tutti i campioni lo dicono: quello che amano davvero è la vittoria».

Dal Giro Next Gen alla Maglia Rosa

Nato il 14 aprile 2004, Magnier aveva appena vent’anni quando ha iniziato a dividersi tra il mondo professionistico – con vittorie di tappa al Tour of Oman e al Tour of Britain e il secondo posto alla Bretagne Classic – e le gare Under 23, dove aveva già lasciato il segno al Giro Next Gen imponendosi a Saint-Vincent e Borgomanero.

«Avevo già indossato la Maglia Rosa al Giro Next Gen… ma questa è la Rosa dei grandi», racconta oggi con entusiasmo. «Domani sarà qualcosa di speciale».

E speciale lo sarà davvero. Sulla strada verso Veliko Tarnovo, tutti gli occhi saranno puntati su di lui. Gli appassionati più attenti avevano già imparato a conoscere il suo talento e il suo coraggio. Ora è il grande pubblico a scoprirlo.

Paul Magnier, dalla mountain bike alla rinascita

Nato in Texas, dove i genitori hanno lavorato fino ai suoi quattro anni, Magnier è sempre stato un ragazzo pieno di energia. Ha praticato molti sport prima di scegliere definitivamente il ciclismo, inizialmente attraverso la mountain bike, disciplina che lo ha portato nel team di sviluppo Trinity.

Nel 2023, però, la sua crescita ha subito un brusco rallentamento a causa della mononucleosi, che lo ha costretto a fermarsi per mesi. Serviva qualcosa di davvero pesante per rallentarlo. Ma non abbastanza da fermarlo. «Molti contatti con le squadre si erano raffreddati», ammette oggi. Una squadra, però, ha continuato a credere in lui: la Soudal Quick-Step, allora ancora casa di Julian Alaphilippe. «Julian mi mandava continuamente messaggi per sostenermi», ricorda Magnier. «Mi ha dato una motivazione enorme quando sono tornato in bici dopo la malattia».

Il duello con Milan e il sogno iridato

Approdato nel Wolfpack nel 2024, il francese ha impressionato fin dal primo ritiro, arrivando persino a mettere in fila in allenamento un campione come Tim Merlier. Da allora ha iniziato a collezionare vittorie con impressionante regolarità – già 27 tra i professionisti – fino al capolavoro di Burgas.

«È la prima volta che riesco a battere un campione come Jonathan Milan», osserva con lucidità. «Sento di aver fatto un passo importante nella mia carriera». Come Alaphilippe, anche Magnier sogna la maglia iridata. E il suo repertorio, molto più ampio rispetto a quello di un semplice velocista, sembra sostenere questa ambizione.

Nel frattempo, però, si gode il presente: Maglia Rosa, Maglia Bianca e soprattutto Maglia Ciclamino, destinata a diventare terreno di una grande sfida con Jonathan Milan, ma anche con Tobias Lund Andresen, secondo nella tappa inaugurale. E la sensazione è che sulle strade del Giro 2026 i contatori siano appena iniziati a impazzire.

Seguici
sui social
#giroditalia

top sponsor