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Il padrone è già Vingegaard: il Blockhaus è suo! Ma Eulálio è ancora in Maglia Rosa

15/05/2026

La prima stoccata, il primo assolo, la prima vittoria. Jonas Vingegaard ha scelto il Blockhaus per presentarsi al Giro d’Italia 2026 e ai suoi tifosi. Uno scatto a 5,5 km dalla vetta, che ha inizialmente trovato la pronta – e un po’ masochista – risposta di Giulio Pellizzari, ma che poi si è trasformato in cavalcata solitaria quando il marchigiano, 1000 metri più tardi, è andato totalmente fuorigiri.

 

Il rivale, l’anti-dominio, si è alla fine rivelato Felix Gall (Decathlon CMA CGM), che è salito del suo passo, con intelligenza, senza strafare, e sul traguardo ha chiuso a soli 13” dal danese. Pellizzari, dopo l’enorme sforzo, è rimbalzato indietro assieme agli australiani, con Jai Hindley che lo ha anticipato sul traguardo e Ben O’Connor subito dietro.

 

Vingegaard è già padrone, ma solo virtualmente, perché in Maglia Rosa resiste ancora Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), bravo a gestirsi e terminare 15° a 2’55”. Gli rimangono ancora 3 minuti da amministrare prima di lasciare definitivamente il via libera ai big di contendersela. L’obiettivo dichiarato è di arrivare alla cronometro di martedì ancora in Rosa.

Lunga attesa per il Blockhaus

Fin dal via, nonostante i 245 km di attesa, si capisce che gli occhi di tutti, oggi, sono solamente sul Blockhaus. Non c’è bagarre per andare in fuga e così evadono Jardi Christiaan Van der Lee (EF Education-EasyPost), Jonathan Milan (Lidl Trek), Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5), Tim Naberman (Picnic PostNL) e Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta), con il Gigante di Buja che si aggiudica il traguardo volante di Venafro e, poi, si lascia sfilare appena la strada comincia a salire.

 

Bahrain Victorious e Visma | Lease a Bike sono chirurgiche nel controllare la fuga e rientrare sui battistrada ad inizio salita, con Van der Lee e Zukowsky ultimi a mollare. Le intenzioni dei calabroni sono chiare e il ritmo di Davide Piganzoli comincia a sfiancare diversi big: si staccano Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG), che perderà 4’29”, Enric Mas (Movistar), 5’47”, Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), 3’47”, Egan Bernal (Netcompany Ineos), 2’57”, e poi la Maglia Rosa Eulálio.

 

Sepp Kuss dà un’ultima frustata ai superstiti, e a quel punto Vingegaard lancia la sua offensiva. Pellizzari tiene, tiene, tiene, ma dopo un chilometro scoppia e per un altro chilometro vede le stelle. Viene ripreso e staccato da un grande Gall, e poi raggiunto da Hindley e O’Connor, dei quali prende la ruota che non mollerà più.

 

Davanti intanto Vingegaard tiene a distanza Gall, trionfa in cima al Blockhaus e chiude il cerchio: è il 115° corridore della storia ad aver vinto almeno una tappa a Giro, Tour e Vuelta. Ma siamo solo all’inizio, il danese ha ancora tanto in serbo per noi in questo Giro. Domani intanto c’è una di quelle tappe che è meglio non sottovalutare, quella dei muri marchigiani, a casa di Giulio Pellizzari. E se lo conosciamo bene, non vorrà fare da semplice comparsa.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) – 245 km in 6h09’15”, media di 39.810 km/h
2 – Felix Gall (Decathlon CMA CGM) a 13″
3 – Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) a 1’02”

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) in 30h59
2 – Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) a 3’17”
3 – Felix Gall (Decathlon CMA CGM) a 3’54”

CLICCA QUI per le classifiche complete

 

Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike): “Oggi volevamo andare a prenderci la vittoria e sono estremamente felice di esserci riuscito. I miei compagni hanno fatto un lavoro straordinario e sono contento di essere riuscito a concretizzare tutto il loro impegno. Abbiamo mantenuto aperte diverse opzioni, aspettando il momento giusto per attaccare. C’era vento e a tratti anche un forte vento contrario, quindi è stata una salita davvero dura. Sono sicuramente soddisfatto di aver recuperato terreno sulla Maglia Rosa e sui miei rivali. È stata una bella giornata per me e per tutta la squadra. Felix Gall è un avversario di grande livello: già prima della corsa sapevo che fosse molto forte e che sarebbe stato uno di quelli da tenere maggiormente in considerazione”.

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