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A Potenza il finale più pazzo del mondo: tappa a Arrieta, Maglia Rosa a Eulálio

13/05/2026

Se il finale della Praia a Mare – Potenza del Giro d’Italia 2026 lo avesse scritto Alfred Hitchcock difficilmente sarebbe stato più elettrizzante e adrenalinico di quello che effettivamente è stato. Merito di due protagonisti resilienti: Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG) e Afonso Eulálio (Bahrain Victorious).

 

Ma andiamo con ordine: a 50 km dall’arrivo, in cima alla difficile salita della Montagna Grande di Viggiano, appare chiaro da subito che la tappa se la sarebbero giocata loro due. E così è stato, solo che in mezzo è successo di tutto. Dopo una giornata in cui i corridori si son presi secchiate d’acqua a ripetizione, a 12 km dall’arrivo è scivolato Arrieta, aprendo le porte del Paradiso a Eulálio. Ma anche il portoghese è finito a terra a 5 km dal traguardo di Potenza, così alle porte della città lucana i due si sono ritrovati di nuovo assieme, solo che feriti, sanguinanti e stanchi. Il finale si fa ancora più fantozziano quando Arrieta sbaglia strada ai -2: stavolta sembra finita, invece Eulálio si pianta malamente nell’ultimo chilometro, distrutto dalla fatica e dalle botte, lo spagnolo rimonta e lo salta negli ultimi 50 metri, andando a vincere una delle tappe coi finali più pazzi di sempre.

 

In lacrime per l’incredulità e la fatica, Arrieta ha centrato il successo più importante della sua giovane carriera, mentre Eulálio ha potuto mitigare la delusione conquistando – e diciamo poco – la Maglia Rosa. Già, perché in tutto ciò dietro Giulio Ciccone si è trovato totalmente isolato dopo la salita di Viggiano, senza nessuno che gli desse una mano nell’inseguimento. Ci ha provato in prima persona per un po’, poi ha alzato bandiera bianca… il suo sogno lo aveva già realizzato.

Acqua a catinelle

La tappa è stata caratterizzata da un nubifragio costante, che ha esaurito e gelato i corridori chilometro dopo chilometro. La prima ora di corsa, come prevedibile, è andata via molto veloce, fino a quando, in vista del GPM di Prestieri, sono andati via 12 atleti: Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Lorenzo Milesi, Einer Rubio (Movistar), Ben Turner (Netcompany Ineos), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Victor Campenaerts (Visma | Lease a Bike), Igor Arrieta, Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), Martin Tjøtta (Uno-X Mobility), Christian Scaroni e Thomas Silva (XDS Astana), ai quali si è unito in un secondo momento anche un generoso Darren Rafferty (EF Education-EasyPost).

 

Una Lidl Trek ridotta all’osso, con buona parte dei corridori rimasti dietro assieme a Jonathan Milan, è riuscita a contenere il distacco attorno ai 2’30” per diversi chilometri – anche perché davanti erano in tanti a sognare la Maglia Rosa – ma la situazione è cambiata sulla salita della Montagna Grande di Viggiano (6,6 km al 9,2%), quando la Red Bull-Bora-hansgrohe si è messa a scandire il ritmo, scremando il gruppo ma rallentando vistosamente una volta arrivati in cima.

 

Davanti, intanto, Arrieta e Eulálio staccavano tutti e si apprestavano a vivere il finale più rocambolesco di sempre, mentre dietro il ritardo del gruppo, dal quale sono poi usciti altri corridori, lievitava da 2 minuti a 7 minuti in appena 50 km, nonostante il tentativo di Ciccone di limitare i danni e onorare la Maglia Rosa.

 

In vetta alla classifica c’è ora Eulálio, terzo portoghese di sempre a vestire la Maglia Rosa dopo Acacio Da Silva e João Almeida, che può anche sognare di portarla avanti qualche giorno oltre il Blockhaus. Per la Bahrain Victorious – che ricordava proprio oggi i 5 anni dal successo ad Ascoli Piceno del compianto Gino Mäder – è la prima volta di sempre in Rosa. Un segno del destino.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) – 203 km in 5h07’51”, media di 39.564 km/h
2 – Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) a 2″
3 – Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team) a 51″

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Afonso Eulalio (Bahrain Victorious)
2 – Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) a 2’51”
3 – Christian Scaroni (XDS Astana Team) a 3’34”

CLICCA QUI per le classifiche complete

 

Pochi secondi dopo aver attraversato il traguardo, il vincitore di tappa Igor Arrieta ha dichiarato: “Sono davvero felice di ottenere questa vittoria. E’ stato un inizio di Giro difficile, con tante cadute. Quando è accaduto a me oggi non ho pensato che fosse tutto perduto, volevo provarci fino alla fine. Ero completamente vuoto negli ultimi chilometri, ma sapevo che anche Eulalio era nella stessa situazione. Meritavamo entrambi la vittoria, ma alla fine l’ho conquistata io. Voglio ringraziare la mia ragazza, la mia famiglia e il mio allenatore. Ci sono sempre stati per me”.

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