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Tappa

20

Sabato 30
Maggio 2026

200 km
Dislivello 3750 m

Partenza tra

G ::

Gemona del Friuli 1976-2026 -

Piancavallo

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info tecniche

Tappa mossa all’inizio con doppia scalata del Piancavallo nel finale. Si percorre il cratere del Terremoto del Friuli del 06.05.1976 (990 vittime e decine di migliaia di sfollati) per poi scalare due volte il Piancavallo con un circuito che tocca il Lago di Barcis. Anche qui vinse Pantani, nel 1998 prima di conquistare quel Giro.

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Città di:

partenza
arrivo

Gemona del Friuli



Panoramica

Adagiata ai piedi delle Alpi Giulie, Gemona del Friuli è uno dei centri storici più significativi del Friuli, da sempre punto di collegamento tra la pianura e i valichi alpini. Il suo centro conserva un patrimonio architettonico di grande valore, dominato dal Duomo di Santa Maria Assunta e da un impianto urbano medievale compatto. La storia recente della città è segnata dal terremoto del 1976, che la colpì duramente e di cui nel 2026 ricorrono i cinquant’anni. La ricostruzione, condotta con criteri innovativi e partecipati, è divenuta un modello a livello internazionale e rappresenta oggi una parte fondamentale dell’identità di Gemona.

Gastronomia

a gastronomia di Gemona del Friuli affonda le sue radici nella tradizione contadina e nella cultura montana del territorio. Tra i prodotti più rappresentativi spicca il formaggio di latteria turnaria, realizzato con latte crudo secondo metodi tradizionali, il cui sapore varia in base alla stagionatura. Accanto a questo si distingue il Pan di Sorc, dolce tipico del Gemonese preparato con farina di mais cinquantino, fichi secchi e semi di finocchio. Dal gusto rustico e profumato, è oggi Presidio Slow Food e rappresenta un simbolo della cultura gastronomica locale, legato alle antiche abitudini rurali.

Vino e Bevande

Nel territorio di Gemona del Friuli, ai piedi delle Prealpi Giulie, si sviluppa una tradizione legata a distillati e preparazioni artigianali. Tra le bevande più diffuse si distingue la grappa friulana, dal gusto secco e deciso e dal profumo intenso. Accanto ad essa trovano spazio liquori alle erbe e ai frutti di bosco, come mirtillo e sambuco, caratterizzati da aromi delicati e naturali. Diffusi anche gli sciroppi artigianali ottenuti da fiori e piccoli frutti, espressione di una cultura che valorizza le risorse del territorio montano e le lavorazioni tradizionali.

Punti di interesse

Gemona del Friuli è una città profondamente segnata dalla storia e dalla sua capacità di rinascere, come dimostra la ricostruzione successiva al terremoto del 1976. Nel cuore del centro storico si trova il Duomo di Santa Maria Assunta, uno dei simboli cittadini: di origine medievale e riconsacrato nel 1337, è stato ricostruito “dov’era e com’era”, conservando elementi distintivi come il grande rosone e la galleria dell’Epifania.

A dominare l’abitato è il Castello, situato sulla sommità del colle e raggiungibile lungo la Salita dei Longobardi. Le sue origini risalgono all’epoca longobarda e, nonostante le distruzioni subite nel corso dei secoli e durante il sisma, oggi rappresenta un suggestivo punto panoramico e un luogo di memoria storica.

Tra gli edifici di rilievo si distingue Palazzo Boton, elegante struttura rinascimentale ricostruita dopo il terremoto, sede del Consiglio comunale, e Palazzo Elti, che ospita il Museo Civico. Qui sono conservate opere che spaziano dal Medioevo all’età contemporanea, tra cui lavori di artisti veneti e friulani, oltre a testimonianze recuperate dalle chiese danneggiate dal sisma.

Di grande importanza è anche il Santuario di Sant’Antonio, considerato il più antico al mondo dedicato al Santo di Padova. Sorto nel XIII secolo nel luogo in cui il Santo soggiornò, conserva ex-voto, opere d’arte e la cosiddetta “Cella del Santo”, rappresentando un punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità.

L’insieme di questi luoghi restituisce l’immagine di una città che ha saputo preservare e ricostruire il proprio patrimonio, mantenendo vivo il legame tra storia, identità e territorio.

Piancavallo



Panoramica

Piancavallo è una località di montagna del Friuli-Venezia Giulia, frazione del comune di Aviano, situata su un ampio altopiano delle Prealpi Carniche a oltre 1.200 metri di altitudine. Nata e sviluppatasi nel secondo dopoguerra come stazione turistica, è diventata uno dei principali centri montani della regione. L’abitato si inserisce in un contesto naturale aperto, circondato da boschi e rilievi, con una forte vocazione per le attività sportive. Accanto agli impianti sciistici invernali, Piancavallo è oggi frequentata anche nella stagione estiva grazie a sentieri, percorsi escursionistici e ampi spazi d’alta quota.

Gastronomia

La gastronomia di Piancavallo riflette la tradizione montana friulana, legata alla vita dei malgari e ai prodotti del territorio. Tra i piatti tipici spicca la polenta con salàt e cavo, preparazione a base di salame cotto con panna e aceto, dal gusto ricco e deciso. Diffuse sono anche specialità come peta e pitina, polpette di carne ovina o di selvaggina aromatizzate, passate nella farina di mais e affumicate, con la pitina riconosciuta IGP. Il territorio offre inoltre una produzione variegata di formaggi, freschi e stagionati, e di miele, nelle diverse varietà come acacia, millefiori e castagno, espressione della biodiversità dell’area montana.

Vino e Bevande

L’area pedemontana friulana in cui si inserisce Piancavallo è caratterizzata da condizioni ideali per la viticoltura, grazie a terreni sassosi e a un clima favorevole. La produzione comprende un’ampia gamma di vini bianchi, freschi e aromatici, come Sauvignon, Pinot Bianco, Friulano e Traminer aromatico. Tra i rossi si distinguono varietà come Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Refosco dal Peduncolo Rosso, che offrono profili più strutturati e complessi. Questa varietà consente di accompagnare al meglio i piatti della tradizione locale, valorizzando l’identità enogastronomica del territorio.

Punti di interesse

Piancavallo è una località montana che unisce natura, escursionismo e patrimonio storico del territorio circostante. Tra gli itinerari più rappresentativi si distingue la Passeggiata delle Malghe, percorso ad anello di circa 12 km che attraversa boschi e prati, offrendo punti panoramici sulla pianura e permettendo di scoprire le tradizionali strutture d’alpeggio.

Tra i luoghi simbolo emerge il Cristo sul Monte Tremol, installazione lignea situata a oltre 1200 metri di altitudine, realizzata con legno recuperato dalla tempesta Vaia e meta di escursionisti. Nei dintorni, il territorio di Aviano conserva importanti testimonianze storiche, come il Castello di Aviano, di origine medievale, con resti della cinta muraria e torri, e la chiesa dedicata ai Santi Maria e Giuliana.

Di rilievo è anche la Chiesa di Santa Giuliana, caratterizzata da affreschi di diversa provenienza stilistica, e il Duomo di San Zenone, edificio ricostruito nel corso dei secoli e oggi elemento centrale della vita religiosa locale. Tra le architetture civili si distingue Palazzo Menegozzi-Carraro, elegante dimora settecentesca con giardino all’italiana e interni affrescati.

Il Santuario della Madonna del Monte, situato in posizione panoramica sopra Marsure, rappresenta un importante luogo di devozione, raggiungibile anche attraverso percorsi escursionistici. L’insieme di questi luoghi restituisce l’immagine di un territorio che unisce natura, storia e tradizioni, offrendo esperienze che spaziano dall’attività outdoor alla scoperta del patrimonio culturale.

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