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PASSO GIAU

Passo Giau, il balcone più bello delle Dolomiti


Quando in cima ad un valico ti si apre uno scenario incantevole, con praterie alpine interrotte da piccole baite in legno e le pareti rocciose delle Dolomiti a fare da contorno – con la cima del Nuvolau come imperioso guardiano -, allora sai di essere arrivato ai 2305 metri di altitudine del Passo Giau. Un serpentone di tornanti (29 per l’esattezza) che porta a quello che è definito quasi all’unanimità “il panorama più bello delle Dolomiti”.

Volendo arrivare in cima in bici, però, c’è da faticare parecchio, soprattutto se si sale dal versante più classico, quello del Colle di Santa Lucia che comincia a Selva di Cadore. 9,9 km al 9,3% sono i numeri del Giau, numeri che hanno scritto la storia del Giro d’Italia e reso questa scalata leggendaria. Il Giau è stato scalato 9 volte alla Corsa Rosa, la prima nel 1973, quando non era ancora del tutto battuto e gli ultimi chilometri erano sterrati.

Quella del 1973 fu un’edizione particolare del Giro, che è ricordata non solo per l’introduzione del mitologico Giau, ma anche perché ci fu la prima – vera – partenza dall’estero, da Verviers, in Belgio. Nel 1965 e nel 1966 si era partiti rispettivamente da San Marino e dal Principato di Monaco, rientrando rapidamente in territorio italiano, ma solo nel ’73 il grande progetto di Vincenzo Torriani, che da sempre coltivava l’idea di unificare l’Europa sotto un’unica bandiera, quella della passione per le due ruote, vedeva finalmente la luce. La Grande Partenza dal loro Paese scatenò i corridori belgi, che vinsero 13 tappe su 20, con “il Cannibale” Eddy Merckx che restò in Maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa.

Una delle poche frazioni che sfuggì ai corridori fiamminghi fu proprio quella del Giau, la Andalo-Auronzo di Cadore di 208 km, penultimo atto di quel Giro, con Merckx già saldamente in Maglia Rosa. La tappa metteva comunque sul piatto le scalate del Passo di Valles, Passo di Santa Lucia, Passo Giau, appunto, e della Cima Tre Croci. A conquistare l’inedita vetta del Giau e poi arrivare a braccia alzate ad Auronzo non poteva che essere uno scalatore formidabile, José Manuel Fuente, uno dei migliori scalatori spagnoli di sempre, celebre per essere stato tanto irresistibile quando la strada si inerpicava quanto scriteriato nelle tattiche di gara.

Il fascino e la leggenda di questa salita dolomitica, però, si è consolidato soprattutto negli ultimi 15 anni di Giro, dal momento che, dal 2007 ad oggi, è stata inserita nel percorso ben 6 volte delle 9 totali, senza contare il passaggio annullato del 2013 a causa di una tempesta di neve in cima. Una delle pagine più epiche è storia recente, anzi recentissima, e porta la firma di Egan Bernal. Tappa 16 del Giro d’Italia 2021, il colombiano è già in Maglia Rosa ma è atteso al decisivo esame dolomitico nella Sacile-Cortina d’Ampezzo che sarebbe dovuta essere di 212 km e che invece diventerà di 153. Il meteo, infatti, è tiranno, pioggia, gelo e impraticabilità delle strade costringono gli organizzatori ad annullare il passaggio sul Passo Fedaia e sul Passo Pordoi; la tappa si farà tutta sul Passo Giau prima della picchiata su Cortina. Sulla salita le intemperie rendono difficile usufruire del segnale televisivo, ci si affida a RadioCorsa, ma i segnali che arrivano sono chiari: “Attacca la Maglia Rosa, attacca Egan Bernal!”. Il suo rivale più accreditato, Simon Yates, è andato in difficoltà a causa del freddo, mentre Romain Bardet e Damiano Caruso hanno provato a resistere alla sua ruota il più a lungo possibile, ma alla fine hanno dovuto alzare bandiera bianca. Bernal si unisce ai camosci delle Dolomiti che salgono alla velocità della luce, conquista il Giau e si lancia in discesa. A Cortina, nonostante la pioggia e il freddo, c’è una grande folla ad attenderlo: il colombiano non la delude, si toglie la mantellina e taglia il traguardo con la splendente Maglia Rosa in bella vista. La tappa è sua, il Giro quasi.

Ascolta l’episodio di In Cima dedicato al Passo Giau:

INFO tecniche


Km

21,4

Dislivello

1430 m

Pendenza Max

15%

altimetria

Vedi Punto di partenza
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INFO tecniche

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  • altimetria

Storia

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