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Mortirolo

Una vocazione battagliera

Grazie alla sua posizione strategica tra la val Camonica e la Valtellina, il Passo del Mortirolo è un luogo di battaglie da molto prima del 3 giugno 1990, quando fece la sua apparizione al Giro d’Italia.
Leggenda vuole infatti che il nome derivi da un cruento combattimento avvenuto lassù nel 773 d.c., quando Carlo Magno si scontrò con le truppe longobarde già reduci dalla sconfitta di Pavia.
L’esercito carolingio li inseguì e dopo averli scovati nei pressi del valico li sbaragliò lasciando sul terreno centinaia di morti. Da qui “Mortarolo”, divenuto poi nei secoli “Mortirolo”.
Ma questa, si diceva, è una leggenda.
La realtà è che il toponimo viene probabilmente dalle parole “mortèra” o “mortarium” che descriverebbero la presenza di uno stagno o la forma concava che si trova in cima al passo.
Ciò che invece non è leggenda sono gli scontri che ci furono tra il febbraio e il maggio del 1945 fra i partigiani e nazifascisti, ritenuti dai diversi storici come le più grandi battaglie campali sostenute dalla Resistenza italiana.
Arriviamo quindi ai giorni nostri, a quel 3 giugno 1990 che diede inizio alla storia ciclistica della salita.
Quel giorno si scalava il versante di Edolo e il primo a transitare in cima fu il venezuelano Leonardo Sierra, che conquistò anche la tappa che prevedeva l’arrivo ad
Il Mortirolo parve da subito cosa buona e giusta, perché venne riproposto già l’anno successivo, stavolta da Mazzo, dal versante valtellinese che divenne poi la via “classica”: 12,5 km al 10,5% di pendenza media, con punte al 20%.
Fanno così alcune salite.
Fino al giorno prima sono solo strade sconosciute perse chissà dove, e una volta percorse stregano immediatamente organizzatori, corridori e soprattutto tifosi: così è stato col il Muro di Sormano, così pure con lo Zoncolan.
Poi venne il ’94, l’anno della definitiva consacrazione del Mortirolo e di Marco Pantani: due storie più che parallele, quasi gemelle.
Il 5 giugno si correva la Merano-Aprica, con in programma nell’ordine Stelvio, Mortirolo e Santa Cristina.
Il Pirata, allora solo ventiquattrenne, attaccò approfittando delle terribili pendenze della seconda salita, ad oltre 60 km dal traguardo.
Staccò Indurain, Bugno, Chiappucci e la Maglia Rosa Berzin transitando solitario in vetta, attese Indurain nel tratto di pianura prima dell’ultima ascesa dove scattò nuovamente, stavolta in modo definitivo, andandosi a prendere la vittoria di tappa e il secondo posto in classifica generale.
Per ricordare quell’impresa nel 2006 è stata posta una scultura, all’ottavo chilometro del Mortirolo.
Raffigura Pantani nel momento di uno dei suoi scatti, con le sue solite mani basse sul manubrio, la testa voltata a scrutare gli avversari.
Guarda indietro e ciò che vede sono facce di avversari sconfitti.
A ricordarci che quel giorno – in un luogo da oltre mille anni teatro di grandi battaglie – il Pirata ha trovato molto più di una vittoria: ha trovato una vocazione, un destino, ha trovato sé stesso.

Il Mortirolo al Giro d'Italia

  • 2019: Tappa 16 Lovere – Ponte di Legno

1° AL TRANSITO SUL GPM: Giulio CICCONE 

Già dall’inizio del Giro, con il maltempo persistente sull’Italia, si vociferava della cancellazione del Gavia: diventa realtà tre giorni prima della tappa, sostituito dai “terza categoria” Cevo e Aprica, dopo che si era fantasticato su un doppio passaggio sul Mortirolo, sempre smentito dagli organizzatori. Ciccone vince dopo una lunga fuga, sprintando contro il Ceco Hirt, restio a collaborare nel falsopiano finale. L’abruzzese arriva intirizzito, in una tappa caratterizzata da pioggia e freddo nel finale (3°C in cima al Mortirolo). Nibali prova l’azione sul Mortirolo: la Movistar di Carapaz lo lascia fare e rientra in progressione, mentre si stacca il gran favorito Roglic. In discesa ed in pianura i Movistar e Nibali (trova il compagno di team Caruso) si organizzano e lavorano per staccare Roglic, che si trova in compagnia di Yates. Nella generale, Nibali scavalca Roglic al secondo posto, ma il distacco da Carapaz resta di 1’47”. Lo sloveno è appena dietro a 2’09”.

  • 2017: Tappa 16, Rovetta – Bormio

1° AL TRANSITO SUL GPM: Luis León SÁNCHEZ GIL

Dumoulin deve fermarsi all’attacco dell’ultima salita (Umbrailpass) per un’emergenza intestinale. Il gruppo lo attende per alcuni minuti, quindi Zakarin allunga, seguito da Quintana, Pozzovivo e Nibali, ma il loro ritmo non è irresistibile, tanto che Dumoulin è in grado di difendersi con onore, pagando 2’20” sul GPM, inseguendo solitario. Nibali allunga a poco più di un km dall’Umbrailpass: a poco a poco vengono ripresi tutti gli atleti in fuga. Nibali piomba su Landa, l’ultimo superstite, in discesa, allo stesso tempo staccando i rivali ed in volata vince, ponendo fine ad un digiuno di vittorie italiane di 17 tappe, il più lungo della storia.

  • 2015: Tappa 16 Pinzolo – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Steven KRUIJSWIJK

Contador fora sulla discesa dell’Aprica e viene attaccato da Astana e Katusha. Lo spagnolo rimonta rabbiosamente lungo la salita del Mortirolo, tornando su Landa, Aru, Trofimov e Kruijswijk. Aru cede in discesa e scoppia definitvamente sull’ultima ascesa all’Aprica: vince Landa, che stacca Kruijswijk e Contador a poco più di 3 km dall’arrivo. Nella generale, Contador ha più di 4 minuti su Landa e quasi 5 su Aru.

  • 2012: Tappa 20 Caldes, Val di Sole – Passo dello Stelvio

1° AL TRANSITO SUL GPM: Oliver ZAUGG

De Gendt va in fuga sul Mortirolo e vince solitario sullo Stelvio. Tra gli uomini di classifica, Rodriguez scatta a 700 metri dall’arrivo e guadagna 14” su Hesjedal, portando il suo vantaggio a 31” nella generale.

  • 2010: Tappa 19, Brescia – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Ivan BASSO

Basso forza sul Mortirolo: restano con lui solo Nibali e Scarponi. Piove e nella discesa bagnata Nibali e Scarponi devono rallentare non poco per consentire a Basso di restare con loro. All’arrivo, tappa a Scarponi e Maglia Rosa a Basso: Arroyo scende a rotta di collo dal Mortirolo, ma non basta, all’arrivo è staccato di tre minuti.

  • 2008: Tappa 20 Rovetta – Tirano

1° AL TRANSITO SUL GPM: Antonio COLOM MAS

Salta Di Luca (prende 4 minuti), mentre Contador marca Riccò, mantenendo per 4 secondi la Rosa.

  • 2006: Tappa 20, Trento – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Ivan BASSO

Basso e Simoni restano soli sul Mortirolo: secondo il racconto di Simoni, Basso lo prega di non forzare in discesa e lui accetta, solo che, giunti all’Aprica, Basso vince, mostrando la foto del figlio appena nato. Simoni è furibondo e gli dà dell’extraterrestre, termine con cui, in genere, si marcano i dopati. Tempo dopo Simoni dichiarerà alla Gazzetta: “Fino a quel momento lo stimavo. Poi ho scoperto che non ero stato il primo a sbagliare fidandomi di lui. Da allora, quando parlo di Basso sono sempre un po’ bastardo. Non ho più considerazione della persona”.

  • 2004: Tappa 19, Bormio – Presolana

1° AL TRANSITO SUL GPM: Raffaele ILLIANO

  • 1999: Tappa 21 Madonna di Campiglio – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Ivan GOTTI

Test antidoping leggermente anticipato per Pantani, alle 6:30 di mattina. 53% di ematocrito (ridotto a 52 per margine d’errore) ed espulsione dalla corsa.

Gotti stacca Savoldelli sul Mortirolo e si aggiudica il Giro.

  • 1997: Tappa 21, Malé – Edolo

1° AL TRANSITO SUL GPM: Wladimir BELLI

Gotti e Tonkov restano soli sul Mortirolo, come l’anno precedente: vengono raggiunti da Belli. Al russo la tappa, a Gotti il Giro.

  • 1996: Tappa 21, Cavalese – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Ivan GOTTI

Olano in crisi sull’attacco di Gotti e Tonkov sul Mortirolo: perde la Rosa a vantaggio del russo.

  • 1994: Tappa 15, Merano – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Marco PANTANI

Epica tappa in cui Pantani attacca sul Mortirolo, staccando Indurain. Lo aspetta e si alimenta in discesa. Sul Santa Cristina riparte e Indurain resta di nuovo sui pedali.

Pantani arriva da solo sull’Aprica con quasi tre minuti su Chiappucci e tre e mezzo sui rivali per la generale Indurain e Berzin.

  • 1991: Tappa 15, Morbegno – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Franco CHIOCCIOLI 

Chioccioli attacca sul Mortirolo, continua per 50 km da solo e consolida la sua maglia Rosa.

  • 1990: Tappa 17, Moena – Aprica

1° AL TRANSITO SUL GPM: Leonardo SIERRA SEPULVEDA

Lo spauracchio Moritirolo viene affrontato per la prima volta nella storia (anche se dal lato meno duro) ed il venezuelano Sierra passa, a sua volta nella storia. Stacca tutti sulla salita, ma è protagonista soprattutto in discesa, in negativo: guida malissimo e cade in un paio di occasioni, ma riesce a conservare un minimo vantaggio e diventare il primo venezuelano che conquista una frazione della corsa Rosa.

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