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Tocca al Kaiser: lo Zoncolan

21/05/2021

Tocca al Kaiser: lo Zoncolan

Dopo tante stoccatine, piccoli segnali e dichiarazioni varie, domani ci sarà il primo giudice inappellabile di questo Giro d’Italia 2021: lo Zoncolan.

Basta leggere i dati della salita per capire che no, non ci si potrà nascondere in nessun modo. 14,1 km all’8,5%, con gli ultimi 3 ad una pendenza media del 13%. I “non scalatori” saliranno zigzagando, pregando che l’agonia finisca al più presto.

E pensare che il versante che affronteranno domani, da Sutrio, non sarà nemmeno quello più duro, perché la Corsa Rosa ha quasi sempre preferito l’ancor più terrificante versante di Ovaro, 10 km al 12%, quindi più breve ma con pendenze da vera e propria mulattiera. Per non fare differenze, Gilberto Simoni è stato il primo a battezzare entrambi i versanti, nel 2003 da Sutrio (la prima e unica altra volta in cui si è saliti da lì) e nel 2007 da Ovaro. Dopodiché ci hanno vinto Ivan Basso nel 2010 – primo tassello nell’entusiasmante rimonta alla Maglia Rosa di David Arroyo – Igor Anton nel 2011, Michael Rogers nel 2014 e Chris Froome nel 2018, sempre partendo da Ovaro. Il comune denominatore è il tifo; una marea di persone seduta nei prati ad applaudire ed incitare i corridori.

Gilberto Simoni e il Kaiser

“Le pendenze vanno oltre il 20%: atroci per un uomo su una bicicletta da corsa – diceva il due volte conquistatore Gilberto Simoni al Corriere della Sera -. Poi mi viene in mente il colpo d’occhio: centomila persone sedute sui prati, dentro uno stadio naturale, che ti fissano. Impressionante. È una strada forestale, affascinante, da affrontare con poche tattiche. Io andavo allo sbaraglio, senza troppi pensieri, mi mettevo davanti e non mi giravo più”.

Anche Marzio Bruseghin, terzo al Giro d’Italia 2008, era in gruppo quando lo Zoncolan venne introdotto per la prima volta nel 2003. “Abitavo poco lontano, così prima del Giro decisi di andare in ricognizione per scoprirla in anticipo. Mi ritrovai su una salita bestiale, ero convinto che avessi sbagliato strada, e invece era tutto vero. Poi quando lo trovai in gara andai in fuga e ovviamente su quelle pendenze venni ripreso. Arrivare al traguardo fu un’impresa”.

Lo Zoncolan, detto il balcone delle Alpi Carniche, ma detto anche il Kaiser, il re, l’imperatore, è pronto a far valere la sua legge anche sull’edizione 2021 del Giro. Buona fortuna a tutti i partecipanti, ne avranno bisogno.

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