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Pordoi: alleanza e rivalità

24/04/2022

Le 10 salite più iconiche della Corsa Rosa: il Pordoi

Dopo lo Zoncolanlo Stelvio, il Gavia, il Colle delle Finestre, il Blockhaus, il Mortirolo, il Passo di Santa Cristina e il Kolovrat, è ora il turno di affrontare il Pordoi.

Non perderti le altre salite! Scopri la sezione dedicata disponibile quidove per ognuna potrai trovare la storia, gli aneddoti e le statistiche più rilevanti.

Alleanza e rivalità

Le storie del Passo Pordoi e del Giro d’Italia sono oramai tanto collegate, intrecciate, sovrapposte nella memoria collettiva che quasi sembra impossibile ricordare quando s’incontrarono per la prima volta.

Eppure una data c’è, naturalmente, ed è il 5 giugno 1940.

17a frazione del Giro, Pieve di Cadore-Ortisei.

L’esordiente Coppi era partito da Milano come gregario di Bartali, ma tappa dopo tappa i ruoli si sono invertiti e quel giorno è Fausto ad indossare la Maglia Rosa, con Gino che corre in suo supporto.

I due vanno in fuga assieme e fanno subito il vuoto.

Sulle prime rampe del Pordoi però il giovane Coppi ha un momento di difficoltà, sembra voglia fermarsi, piuttosto che affrontare quell’ultima salita gettare la bici e salire in ammiraglia.

Bartali lo aspetta, lo aiuta, lo sprona, prende della neve e gliela butta addosso per farlo riprendere, e ce la fa. Scollina primo Bartali, che vince la tappa, mentre Coppi grazie all’esperienza di quel gregario di lusso mette definitivamente le mani sul Giro.

E già si capisce, già basterebbe quest’episodio per capire il legame tra il Pordoi e la Corsa Rosa: la crisi di Fausto proprio su quelle rampe, nell’anno della sua prima vittoria; l’inizio di un rapporto che diventerà poi il dualismo più acceso nella storia del ciclismo, e non solo.

Già basterebbe, ma di occasioni per rafforzare quel legame ce ne sono state poi molte altre, come ad esempio accadde il 12 giugno 1947.

Il Giro partiva da Pieve di Cadore per raggiungere Trento, 194 chilometri tra i monti Pallidi con il Falzarego e il Pordoi da scalare.

Quella volta in Maglia Rosa c’era Bartali.

Coppi, secondo, era staccato di 2’40’’.

Come sette anni prima era la 17a tappa, forse l’ultima utile per riscrivere la classifica.

Come sette anni prima i due se ne vanno presto e sul Falzarego sono già soli.

Lungo la salita però Ginettaccio ha un salto di catena, l’ex compagno di squadra ne approfitta e dà inizio ad una imprese che lo hanno reso celebre.

Scollina sul Falzarego da solo, guadagna nel fondovalle, ma è sul Pordoi che Coppi aumenta il proprio vantaggio in modo incolmabile per tutti, arrivando a Trento dopo 150 km di fuga solitaria con 4’24’’ dal secondo classificato, Magni.

E, ciò che più conta, sfilando definitivamente la Maglia Rosa a Bartali.

Dopo quel giorno, il Passo Pordoi verrà affrontato dal Giro d’Italia altre 38 volte, di cui 4 come arrivo di tappa e 13 come Cima Coppi, diventando via via sempre più un punto fisso, un passaggio obbligato per corridori e appassionati – tanto che ora ci sembra quasi impossibile ricordare come e quando iniziò questa leggenda.

Ma ora lo sappiamo.

Tutto iniziò grazie all’alleanza e alla rivalità tra i due più grandi campioni della storia del nostro ciclismo.

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