Complice un vento piuttosto forte, la partenza da Catanzaro è decisamente più rapida rispetto a quelle delle ultime tappe, con la fuga promossa da 6 corridori: Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Warren Barguil (Picnic PostNL), Mattia Bais (Polti VisitMalta) e Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), che arrivano a guadagnano fino a 2’20” sul gruppo.
Rafferty rimane Maglia Rosa virtuale per diversi chilometri (era a soli 10” da Silva), ma le speranze dei fuggitivi svaniscono malamente salendo verso Cozzo Tunno (14,5 km al 5,9%). L’enigma se i velocisti sarebbero o meno riusciti a resistere alla lunga scalata è stato presto risolto, perché la Movistar ha approcciato le prime rampe a tutta velocità, mandandoli uno dopo l’altro alla deriva.
A 10 km dalla vetta, grazie al forcing di uno straordinario Lorenzo Milesi, si erano già staccati Groenewegen, Milan, Magnier, Andresen e perfino la Maglia Rosa Thomas Silva. In vista dello scollinamento, col gruppo ridotto a una quarantina di unità, è andato in difficoltà anche Egan Bernal (Netcompany Ineos), che è poi riuscito a rientrare in discesa sfruttando il lavoro di un eccezionale Ben Turner (poi 4° in volata) e di Matteo Sobrero (Lidl Trek), che invece scortava nuovamente in gruppo Derek Gee, attardato da una foratura.
Al Red Bull KM Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG) si è preso 6” di abbuono, Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) 4 e Ciccone 2, e poi è stato lo stesso giovane svizzero a provare a scombinare i piani della Movistar per la volata, tentando la stoccata da finisseur. Purtroppo per lui la squadra spagnola, coadiuvata dalla Lidl, ha fatto buona guardia e lo ha riassorbito a 500 metri dall’arrivo, ma poco male, perché come una scheggia è uscito Narváez a regalare comunque il successo alla UAE. La Movistar, alla fine, deve accontentarsi del secondo posto di Aular, ma i tifosi di ciclismo la ringraziano e l’applaudono per il grande finale che ci hanno fatto vivere.