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Riscatto UAE a Cosenza: vince Narváez! Ciccone è in Maglia Rosa!

12/05/2026

La Movistar crea e dà spettacolo, ma alla fine sul traguardo di Cosenza fa festa Jhonatan Narváez. Il corridore ecuadoriano – al terzo successo al Giro d’Italia – regala finalmente un sorriso alla UAE Team Emirates-XRG, dopo le prime giornata sfortunate e ammaccate, firmando una volata imperiosa che non ha lasciato scampo a Orluis Aular (Movistar) e Giulio Ciccone (Lidl Trek). All’atleta abruzzese, però, bastavano gli abbuoni per balzare in testa alla classifica e vestirsi di Rosa, alla luce delle difficoltà di Thomas Silva (XDS Astana) salendo verso Cozzo Tunno.

 

Dopo aver indossato la maglia gialla al Tour de France, quindi, Ciccone realizza il sogno della sua vita e veste anche la Rosa, a 10 anni di distanza (e 150 tappe) dal suo primo successo di tappa al Giro, a Sestola in livrea Bardiani.

A tutta velocità la partenza da Catanzaro

Complice un vento piuttosto forte, la partenza da Catanzaro è decisamente più rapida rispetto a quelle delle ultime tappe, con la fuga promossa da 6 corridori: Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Warren Barguil (Picnic PostNL), Mattia Bais (Polti VisitMalta) e Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), che arrivano a guadagnano fino a 2’20” sul gruppo.

Rafferty rimane Maglia Rosa virtuale per diversi chilometri (era a soli 10” da Silva), ma le speranze dei fuggitivi svaniscono malamente salendo verso Cozzo Tunno (14,5 km al 5,9%). L’enigma se i velocisti sarebbero o meno riusciti a resistere alla lunga scalata è stato presto risolto, perché la Movistar ha approcciato le prime rampe a tutta velocità, mandandoli uno dopo l’altro alla deriva.

 

A 10 km dalla vetta, grazie al forcing di uno straordinario Lorenzo Milesi, si erano già staccati Groenewegen, Milan, Magnier, Andresen e perfino la Maglia Rosa Thomas Silva. In vista dello scollinamento, col gruppo ridotto a una quarantina di unità, è andato in difficoltà anche Egan Bernal (Netcompany Ineos), che è poi riuscito a rientrare in discesa sfruttando il lavoro di un eccezionale Ben Turner (poi 4° in volata) e di Matteo Sobrero (Lidl Trek), che invece scortava nuovamente in gruppo Derek Gee, attardato da una foratura.

 

Al Red Bull KM Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG) si è preso 6” di abbuono, Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) 4 e Ciccone 2, e poi è stato lo stesso giovane svizzero a provare a scombinare i piani della Movistar per la volata, tentando la stoccata da finisseur. Purtroppo per lui la squadra spagnola, coadiuvata dalla Lidl, ha fatto buona guardia e lo ha riassorbito a 500 metri dall’arrivo, ma poco male, perché come una scheggia è uscito Narváez a regalare comunque il successo alla UAE. La Movistar, alla fine, deve accontentarsi del secondo posto di Aular, ma i tifosi di ciclismo la ringraziano e l’applaudono per il grande finale che ci hanno fatto vivere.

ORDINE D’ARRIVO
1 – Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG) – 138 km in 3h08’46”, media di 43.863 km/h
2 – Orluis Aular (Movistar Team) s.t.
3 – Giulio Ciccone (Lidl-Trek) s.t.

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Giulio Ciccone (Lidl-Trek)
2 – Jan Christen (UAE Team Emirates XRG) a 4″
3 – Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) a 4″

 

Pochi secondi dopo aver attraversato il traguardo, il vincitore di tappa Jhonatan Narváez ha dichiarato: “Questa vittoria è davvero enorme per me. Dopo la mia caduta in Australia a gennaio, ho trascorso tre mesi ad allenarmi in Ecuador. Voglio ringraziare mia moglie, la mia famiglia e la mia squadra che mi hanno sostenuto in questo periodo difficile. Ovviamente la dedico ai miei compagni che hanno dovuto lasciare il Giro. Abbiamo lavorato bene per conquistare questa tappa. Jan [Christen] è un grande ragazzo, oggi stava cercando di prendere la Maglia Rosa. È un giovane che deve ancora imparare a correre. Ha fatto un grande finale e, per quanto mi riguarda, con lui davanti era solo questione di aspettare lo sprint. Ho affrontato molto bene la curva, poi nell’ultimo rettilineo si è trattato solo di avere le gambe giuste”.

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