Enric Mas all’attacco con Narváez verso Chiavari
Le prime due ore sono volate via a oltre 50 km/h di media: scatti a destra e sinistra, allunghi e rientri, e anche un paio di cadute, una delle quali mette KO Davide Ballerini (XDS Astana). Alla fine, dopo oltre 100 km di bagarre, in un modo o nell’altro, si è formato un gruppo di 17 corridori al comando: Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Enric Mas (Movistar), Chris Harper (Pinarello Q36.5), Nico Denz, Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Jasper Stuyven, Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Warren Barguil (Picnic PostNL), Mattia Bais, Ludovico Crescioli, Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta), Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), Alberto Bettiol, Christian Scaroni e Diego Ulissi (XDS Astana).
In realtà i 17 rimangono assieme per poco tempo, perché già sul Colle di Guaitarola il drappello va scremandosi e, in discesa, vanno per terra Scaroni, Zana e Van Eetvelt, per fortuna senza conseguenze. Sulla salita cronometrata di Colla dei Scioli (la miglior scalata sarà di Markel Beloki) attaccano prima Ulissi e poi Mas, mentre dietro Scaroni, acciaccato, prova una disperata rimonta.
Nell’ultima e decisiva scalata al Red Bull KM di Cogorno sono rimasti davanti in 6, Ulissi, Narváez, Harper, Mas, Vlasov e Crescioli. Enric Mas ci prova di nuovo, dimostrando di essere in crescita di condizione, ma alla sua ruota si francobolla Jhonatan Narváez. I due si lanciano verso Chiavari, con lo spagnolo che smette di collaborare a 2 km dall’arrivo, mentre dietro provavano a rimontare, senza successo, Ulissi, Vlasov e Harper.
Sulla Riviera di Levante è quindi sprint a due, con Narváez che centra il suo quinto successo al Giro, diventando l’ecuadoriano più vincente nella storia della Corsa Rosa (più di Carapaz).