Una festa mobile su e giù per l’Italia. Da Amantea a Roma per la strada più lunga. Oltre mille chilometri a pedali di salite, discese, pianura, mangiabevi, mare, città e alta montagna; oltre 20 mila metri di dislivello positivo, 18 tappe, 29 squadre tra Official Team che hanno preso il via in tutte le tappe e tanti Daily Team, un totale di quasi 2 mila ciclisti.
Tutto questo è stato il Giro-E Enel 2026, l’ottava edizione dell’evento creato e organizzato da RCS Sports & Events, una exclusive e-bike experience che si svolge sulle stesse strade e negli stessi giorni, ma su un percorso accorciato, con magiche bici a pedalata assistita che donano a ciclisti della domenica il senso di pedalare come i campioni. Con queste bici, i partecipanti del Giro-E hanno saputo scalare Everest dell’immaginario ciclistico, veri moloch come Blockhaus, Corno alle Scale, Pila e, sabato, il temibile ma altrettanto meraviglioso Piancavallo; affrontare tappe con un dislivello complessivo di 2.700 metri, che è tantissimo, come avvenuto nella frazione numero 16, quella del tanto atteso, quasi agognato tappone dolomitico, che ha offerto quattro salite del calibro di Passo Duran, Coi, Forcella Staulanza e Piani di Pezzè.
Sarebbe sbagliato dire che il motore ti regala la salita, perché se non pedali, la bici non avanza, ma ti dona quel surplus di potenza che trasforma il tuo pedalare, consentendoti di vivere l’esperienza del Giro d’Italia coccolati come campioni: la presentazione del team la mattina con il foglio firma, il villaggio di partenza, la pedalata in gruppo, su strade senza traffico, impegnandosi in prove di abilità e regolarità con le quali redigere una classifica e aggiudicare maglie che hanno sapore di gloria.