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Filippo Ganna, una crono per amica

19/05/2026

Nella sua mirabolante carriera Filippo Ganna ha sempre avuto una spalla su cui poggiarsi nei momenti belli e in quelli brutti: la cronometro. Quel devastante sforzo solitario che ti lascia nudo di fronte alle gambe brucianti e in preda ai tuoi pensieri, per lui, è sempre stato un porto sicuro.

 

Non sempre ha vinto, anzi, ha subito anche alcune sconfitte brucianti. Ma a crono ci sono poche variabili, poche tattiche, pochi fattori esterni che influiscono, e se influiscono vuol dire che sei stato davvero sfortunato. Se vinci, è perché sei il più forte, se perdi, è perché hai trovato qualcuno più forte di te. Punto. Di mezze misure ce ne sono poche.

Sempre di più

Ganna è stato il più forte e continua ad essere tra i migliori al mondo nella disciplina. Lo è ormai da 7-8 anni, talmente tanto che lo si dà quasi per scontato. In Italia, orfani da tempo di un super campione, si è cercato di mettergli sulle spalle qualsiasi veste. Qualche anno fa si parlava addirittura di far diventare Ganna un corridore da Grandi Giri, di sfruttare le sue doti a cronometro per trasformarlo in nuovo Miguel Indurain, un nuovo Bradley Wiggins, un nuovo Tom Dumoulin. Lui ha sempre fermamente respinto questa ipotesi.

 

Il focus si è dunque spostato sulle classiche. Lui ci ha effettivamente lavorato ed è cresciuto molto, ha chiuso due volte sul podio la Milano-Sanremo, 3° la E3 di Harelbeke, in Top 10 il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix, quest’anno ha pure vinto la Dwars door Vlaanderen. Purtroppo per lui è capitato in un’era in cui, ovunque si giri, trova un fenomeno, Tadej Pogačar da una parte, Mathieu Van der Poel dall’altra, e pure Remco Evenepoel se parliamo di cronometro.

La crono non tradisce: Filippo Ganna vince ancora

Mentre l’opinione pubblica gli chiedeva questo e quello, lui ha comunque continuato a martellare a cronometro. Con il successo tra Viareggio e Massa (la crono sopra i 40 km più veloce di sempre in un Grande Giro) ha toccato quota 40 successi tra i professionisti, 32 dei quali ottenuti nelle prove contro il tempo. Il primo ottenuto a febbraio 2019, al Tour de la Provence, e poi due titoli mondiali (il primo italiano di sempre a riuscirci), 6 titoli italiani, 8 tappe al Giro (7 a crono), 5 tappe alla Tirreno Adriatico e due alla Vuelta a España. Senza contare le svariate medaglie olimpiche, mondiali ed europee.

 

Ganna è un vincente, continuerà ad esplorare nuovi orizzonti, porsi obiettivi diversi, alzare l’asticella sempre un po’ più in alto. E poco importa se dovrà fare i conti con Pogačar, Van der Poel e compagnia, lui ci proverà sempre, come ha sempre fatto. Tanto, mal che vada, avrà sempre la sua amata cronometro a consolarlo. Lei non tradisce mai. E i tifosi italiani, forse, fanno meglio a ricordarsi che un fuoriclasse ce l’hanno anche loro.

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