Gli outsiders
Derek Gee (Lidl-Trek) proverà a migliorare il 4° posto finale dell’anno scorso, mentre il suo compagno Giulio Ciccone, sulla carta, dovrebbe accantonare le sue ambizioni di classifica per concentrarsi sulle vittorie di tappa. Nuovo nome e nuovi colori per la Netcompany Ineos, che avrà una doppia carta da giocarsi con Egan Bernal, vincitore dell’edizione del 2021 e apparso pimpante al Tour of the Alps, e Thymen Arensman, 6° nel 2023 e 2024. Nella corsa euroregionale si è messo in mostra anche Michael Storer (Tudor), alla ricerca di una grande prestazione in un Grande Giro che possa permettergli di fare il definitivo salto di qualità.
Adam Yates avrà un’occasione ghiotta e sarà chiamato a guidare la UAE Team Emirates-XRG dopo il forfait di Almeida. Gli emiratini non avranno il top rider, ma potranno comunque puntare su una squadra fortissima, con anche Jay Vine, Jan Christen e Marc Soler pronti ad incendiare le tappe di montagna. Lo stesso proverà a fare la Bahrain Victorious, col capitano Santiago Buitrago che sarà supportato e consigliato dal “vecchio saggio” Damiano Caruso.
C’è grande curiosità nel vedere al via della Corsa Rosa per la prima volta anche Enric Mas (Movistar), che in carriera è stato in grado di chiudere 4 volte sul podio la Vuelta ma che da un po’ di tempo deve combattere con le cadute e problemi fisici di vario genere che gli hanno impedito di performare al massimo. Tra una cosa e l’altra è da più di un anno che non è al suo miglior livello, ma chissà che le salite del Giro non ci restituiscano il Mas in grado di battagliare coi migliori grimpeur del mondo.
Difficilmente potranno (e vorranno) lottare per l’alta classifica, ma andranno tenuti d’occhio anche Einer Rubio e Javier Romo (Movistar), Filippo Zana (Soudal-QuickStep), Mathys Rondel (Tudor), Harold Martin López (XDS Astana), Chris Harper (Pinarello Q36.5) e Jefferson Cepeda (EF Education-EasyPost).