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Favoriti Maglia Rosa: Vingegaard vuole chiudere il cerchio. Chi può fermarlo?

07/05/2026

I corridori sono già in Bulgaria, venerdì scatta finalmente il Giro d’Italia 2026. Quest’anno c’è un chiaro favorito, semplicemente per il fatto che nel palmares ha già due Tour de France e una Vuelta a España, e perché negli ultimi anni è stato praticamente l’unico, qualche volta, a riuscire a tenere a bada Tadej Pogačar in salita.

 

Lotta alla Maglia Rosa: Vingegaard e i suoi rivali

Jonas Vingegaard sarà al via della Corsa Rosa per la prima volta in carriera e il suo obiettivo è quello di centrare subito il bersaglio grosso. Portare in Danimarca la Maglia Rosa vorrebbe dire chiudere il cerchio dei Grandi Giri, anticipando nell’impresa anche Pogačar. Quando sta bene in salita è quasi ingiocabile, e tra Alpi e Appennini troverà tantissimo terreno per esaltarsi. Con lui la Visma | Lease a Bike porterà una squadra forte, con Sepp Kuss, vincitore della Vuelta 2023, Davide Piganzoli e Wilco Keldermann che saranno coloro che lo scorteranno in salita.

 

Dietro di lui ci sono almeno una decina di atleti che possono ambire a salire sul podio di Roma. Nelle ultime settimane sono salite in maniera vertiginosa le quotazioni di Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), vincitore del Tour of the Alps e autore di un inizio di stagione molto solido. L’anno scorso finì 5° dopo essere partito come gregario di Roglič, ma quest’anno sarà lui a guidare la squadra, con Jai Hindley, vincitore del Giro 2022 e possibile vincitore del Giro 2026, e Aleksandr Vlasov pronti a dargli una mano.

 

Ci sono poi due corridori che hanno ammesso, senza tanti giri di parole, di puntare al podio: Felix Gall (Decathlon CMA CGM), 5° al Tour e 8° alla Vuelta lo scorso anno, e Ben O’Connor (Jayco AlUla), che quest’anno non è partito fortissimo ma che sa bene come lottare per le prime posizioni in un Grande Giro.

 

Gli outsiders

Derek Gee (Lidl-Trek) proverà a migliorare il 4° posto finale dell’anno scorso, mentre il suo compagno Giulio Ciccone, sulla carta, dovrebbe accantonare le sue ambizioni di classifica per concentrarsi sulle vittorie di tappa. Nuovo nome e nuovi colori per la Netcompany Ineos, che avrà una doppia carta da giocarsi con Egan Bernal, vincitore dell’edizione del 2021 e apparso pimpante al Tour of the Alps, e Thymen Arensman, 6° nel 2023 e 2024. Nella corsa euroregionale si è messo in mostra anche Michael Storer (Tudor), alla ricerca di una grande prestazione in un Grande Giro che possa permettergli di fare il definitivo salto di qualità.

 

Adam Yates avrà un’occasione ghiotta e sarà chiamato a guidare la UAE Team Emirates-XRG dopo il forfait di Almeida. Gli emiratini non avranno il top rider, ma potranno comunque puntare su una squadra fortissima, con anche Jay Vine, Jan Christen e Marc Soler pronti ad incendiare le tappe di montagna. Lo stesso proverà a fare la Bahrain Victorious, col capitano Santiago Buitrago che sarà supportato e consigliato dal “vecchio saggio” Damiano Caruso.

 

C’è grande curiosità nel vedere al via della Corsa Rosa per la prima volta anche Enric Mas (Movistar), che in carriera è stato in grado di chiudere 4 volte sul podio la Vuelta ma che da un po’ di tempo deve combattere con le cadute e problemi fisici di vario genere che gli hanno impedito di performare al massimo. Tra una cosa e l’altra è da più di un anno che non è al suo miglior livello, ma chissà che le salite del Giro non ci restituiscano il Mas in grado di battagliare coi migliori grimpeur del mondo.

 

Difficilmente potranno (e vorranno) lottare per l’alta classifica, ma andranno tenuti d’occhio anche Einer Rubio e Javier Romo (Movistar), Filippo Zana (Soudal-QuickStep), Mathys Rondel (Tudor), Harold Martin López (XDS Astana), Chris Harper (Pinarello Q36.5) e Jefferson Cepeda (EF Education-EasyPost).

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