Da quando, nel 2014, hanno rivisto il sistema di assegnazione punti a seconda della difficoltà della tappa, la Maglia Ciclamino è sempre stata un affare per velocisti. E, salvo cataclismi, sarà così anche al Giro d’Italia 2026.
Da quando, nel 2014, hanno rivisto il sistema di assegnazione punti a seconda della difficoltà della tappa, la Maglia Ciclamino è sempre stata un affare per velocisti. E, salvo cataclismi, sarà così anche al Giro d’Italia 2026.
Jonathan Milan (Lidl-Trek) è lo sprinter più atteso e avrà un treno ben collaudato a sua disposizione. Il friulano ha già vinto due volte la Ciclamino nel 2023 e nel 2024, ha vinto 4 tappe in totale alla Corsa Rosa, sa come gestire le tre settimane e quest’anno è già andato a segno 6 volte. È tra gli atleti più potenti del gruppo, per batterlo ci vorranno gambe, astuzia e fortuna, e magari sperare che la sua stazza lo metta in difficoltà sulle tante salite della seconda parte di Giro.
La curiosità è tanta anche attorno a Paul Magnier (Soudal-QuickStep), che si ripresenterà al Giro dopo l’esperienza formativa ma non particolarmente fruttuosa (è andato a casa dopo la 15ª tappa) dello scorso anno. Il francese classe 2004 ha vinto 19 corse nell’ultimo anno, nel 2025 solo Pogačar ha vinto di più, ma ora è chiamato ad alzare l’asticella sulla qualità dei suoi successi. Il Giro potrebbe essere il palcoscenico giusto per cominciare a fare quell’ultimo passetto che gli serve per imporsi tra i migliori del mondo.
La debuttante Unibet Rose Rockets arriverà con un team che ruoterà tutto attorno a Dylan Groenewegen, galvanizzato dalla nuova squadra e già vincitore di 4 corse quest’anno. La sua unica partecipazione al Giro, nel 2021, non è memorabile, ma in palmares ha 6 vittorie parziali al Tour de France e, in termini di watt puri, è il corridore che probabilmente potrà maggiormente mettere in difficoltà Milan. Sarà l’unico Grande Giro che farà quest’anno, dunque è lecito attenderselo motivato e pimpante per tutte e 3 le settimane.
Una delle conferme più piacevoli di questo inizio di stagione è senz’altro Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), vincitore di tre corse WorldTour ma competitivo anche sul pavé, col 6° alla E3 di Harelbeke e il 2° alla Gand-Wevelgem (oggi “In Flanders Fields”). In salita tiene un po’ meglio rispetto ad alcuni velocisti puri e questo potrebbe avvantaggiarlo, a volte, anche nella caccia ai punti dei traguardi volanti.
In volata si lanceranno sicuramente anche Matteo Malucelli (XDS Astana), all’esordio assoluto in un Grande Giro a 32 anni, e Kaden Groves (Alpecin-Premier Tech), di rientro dopo una primavera complicata a causa di un problema al ginocchio, ma già due volte vincitore di tappa al Giro, a Salerno 2023 e Napoli 2025. E poi anche Ethan Vernon (NSN), vincitore di 4 corse quest’anno, e Erlend Blikra (Uno-X Mobility), Pascal Ackermann (Jayco AlUla), 3 volte vincitore di tappa al Giro) e Arnaud De Lie (Lotto Intermarché), che ha però ammesso che potrebbe non finire la corsa.
Infine vale la pena citare Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5), Casper Van Uden (Picnic PostNL), che si è sbloccato al Giro di Turchia dopo un digiuno di quasi un anno, Paul Penhoët (Groupama-FDJ United), Ben Turner (Netcompany Ineos), Orluis Aular (Movistar), Milan Menten (Lotto Intermarché), Luca Mozzato (Tudor), Giovanni Lonardi (Polti VisitMalta) e Enrico Zanoncello (Bardiani CSF 7 Saber).
Considerando che la prima tappa di Burgas si concluderà quasi sicuramente in volata, da questi nomi potrebbe uscire anche la prima Maglia Rosa del Giro.