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Favoriti Maglia Azzurra: una sfida tutta da scoprire

06/05/2026

La classifica dei GPM del Giro d’Italia 2026 è, da sempre, una delle più imprevedibili. La Maglia Azzurra non ha padroni designati fin dall’inizio: si costruisce giorno dopo giorno, tra fughe, attacchi e occasioni colte al momento giusto. Spesso prende forma soltanto nella seconda metà della corsa, quando il bottino di punti cresce rapidamente e le grandi salite alpine e dolomitiche diventano decisive.

 

Su un totale di 898 punti in palio, ben 522 si concentrano in appena quattro tappe: Pila (14ª), Carì (16ª), Alleghe/Piani di Pezzè (19ª) e Piancavallo (20ª). Un dato che spiega quanto il finale di Giro possa ribaltare ogni equilibrio, ma anche perché è possibile individuare fin da ora alcuni nomi da tenere d’occhio.

Due ex vincitori in prima fila

Giulio Ciccone (Lidl-Trek) e Koen Bouwman (Jayco AlUla) partono con il peso dell’esperienza: entrambi hanno già conquistato la Maglia Azzurra, rispettivamente nel 2019 e nel 2022.

 

Le loro squadre non sono costruite esclusivamente attorno alla classifica generale e concedono margini per cercare spazio nelle fughe. Ciccone, in particolare, ha già dichiarato di voler rinunciare alla generale, scelta che gli apre scenari interessanti. Bouwman, pur condividendo la squadra con un uomo da classifica come Ben O’Connor, corre in un contesto che storicamente lascia libertà d’azione.

Le fughe come terreno di caccia

Tra gli attaccanti più insidiosi spicca Thymen Arensman (INEOS), forte di due vittorie di tappa al Tour 2025 e di un ottimo Tour of the Alps. Jan Hirt (NSN Cycling Team), già vincitore ad Aprica nel 2022, può sfruttare una squadra senza pressioni di classifica.

Attenzione anche al suo compagno Alessandro Pinarello, in crescita dopo il 10° posto alla Tirreno-Adriatico e il podio a O Gran Camiño.

 

Andrea Vendrame (Jayco AlUla) e Christian Scaroni (XDS Astana), secondo nella classifica GPM 2025 dietro Lorenzo Fortunato, hanno qualità e fiuto per questo tipo di obiettivo. Tra le possibili sorprese c’è anche Thomas Pesenti (Polti VisitMalta), in crescita in una squadra che ha nelle fughe la propria filosofia.

E poi c’è l’esperienza di Wout Poels (Unibet Rose Rockets), garanzia di continuità quando la strada sale.

Tra classifica generale e libertà d’azione

Jay Vine (UAE Team Emirates-XRG) arriva al Giro dopo aver vinto la classifica della montagna alla Vuelta 2025, ma resta da capire se sarà libero di muoversi o se verrà impiegato al servizio della generale, magari insieme a Adam Yates.

 

Situazione simile in casa Movistar: Enric Mas, al debutto al Giro, Juan Pedro López – già in Maglia Rosa per dieci giorni nel 2022 – e Javier Romo, tra i più brillanti all’ultima Vuelta.

 

In casa XDS Astana le opzioni sono numerose: oltre a Scaroni, attenzione a Harold Martín López e all’esperienza di Diego Ulissi. E nella sua ultima stagione da professionista, anche Damiano Caruso potrebbe ritagliarsi uno spazio, così come Santiago Buitrago.

 

In questo gruppo potrebbero rientrare anche Giulio Pellizzari (Red Bull-BORA-hansgrohe), e uno specialista delle fughe nei suoi primi anni di carriera, Michael Storer (Tudor).

Il “fattore classifica generale”

La Maglia Azzurra, però, non è sempre affare esclusivo degli specialisti. A volte entrano in gioco anche gli uomini di classifica.

 

Nel 2024 Tadej Pogačar l’ha conquistata dominando in montagna, e nel 2026 il grande favorito Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) potrebbe involontariamente sottrarre punti preziosi agli attaccanti.

 

Lo stesso discorso vale per Egan Bernal (Netcompany Ineos): il suo stile offensivo lo rende un potenziale protagonista anche in questa classifica.

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