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Ciccone in Maglia Rosa: alla fine tutto torna

12/05/2026

Giulio Ciccone e il Giro d’Italia, un rapporto di amore e odio. Se pensiamo all’abruzzese alla Corsa Rosa, pensiamo al suo incredibile successo a Sestola in maglia Bardiani, alla tenera età di 21 anni, ma pensiamo anche alle sue urla di dolore l’anno scorso nella tappa di Gorizia, quando una brutta caduta lo estrometteva dalla lotta per il podio finale e chissà cos’altro…

 

Il Giro è la corsa che lo ha lanciato tra i grandi, che lo ha creato, ma che poi più di tutte lo ha ferito e lo ha respinto.

Gioie, ma tanti dolori

L’ultima Corsa Rosa in cui per lui è filato tutto liscio risale ormai al 2019, quando ha vinto la Maglia Azzurra di miglior scalatore e ha conquistato la tappa di Ponte di Legno con il Mortirolo annesso. Poi, però, la ruota della fortuna ha smesso di girare: nel 2020, l’anno del covid e del Giro ad ottobre, si è presentato come uno dei corridori più attesi dopo le faville dell’anno precedente, ma si è dovuto ritirare dopo 14 tappe anonime a causa di una bronchite. L’anno successivo, invece, è partito fortissimo, lottando addirittura con il futuro vincitore Egan Bernal nella prima parte di Giro, salvo poi calare alla distanza e ritirarsi alla partenza della Tappa 18 dopo una caduta in discesa dal Passo di San Valentino, dicendo addio a una Top 10 in classifica generale che era assolutamente alla sua portata.

 

Nel 2022 si è preso il covid poco prima della partenza da Budapest, nonostante ciò ha preso il via, è uscito di classifica, e ha piazzato il colpo nella tappa di Cogne, pur non essendo, per sua stessa ammissione, nella sua miglior versione. Poi al Giro non ci è più tornato fino al 2025, non per scelta, ma perché gli intoppi glielo hanno impedito. L’inizio del 2023 ci aveva offerto una delle migliori versioni di sempre di Giulio Ciccone: forte, solido, spalla a spalla con i migliori del mondo, anche nelle corse più importanti, e la prospettiva di un Giro da grande protagonista. Invece ecco di nuovo l’ingombrante ombra del covid. Ciccone si ammala dopo la Liegi-Bastogne-Liegi e non riesce a recuperare. Addio Giro e focus spostato sul Tour de France, dove si porterà a casa una straordinaria maglia a pois in quella che è stata senz’altro la sua migliore stagione di sempre.

 

Ci si vede nel 2024? In teoria sì, in pratica no. Ciccone annuncia che sarà al Giro dell’anno successivo già nella parte finale del 2023, ma in inverno vengono fuori alcuni fastidiosi problemi al soprassella che lo costringono ad un intervento chirurgico nel mese di febbraio. Recuperare a dovere per il mese di maggio è impossibile, Giulio comincia la sua stagione a fine aprile e si focalizza nuovamente sul Tour de France, dove chiude 11° finale. Torna al Giro nel 2025, è in lotta coi primissimi, ma sappiamo tutti come è finita… con l’impatto sul ciottolato di Gorizia.

Giulio Ciccone, da Catanzaro a Cosenza per realizzare un sogno

Questo cerchio di sfortune, però, si è finalmente chiuso oggi, al termine della Catanzaro – Cosenza. Grazie ai secondi di abbuono maturati tra il Red Bull KM e il 3° posto al traguardo, Ciccone ha conquistato la Maglia Rosa. “È uno di quei giorni in cui è difficile trovare le parole – ha detto subito dopo l’arrivo -. Sin da bambino il mio sogno da ciclista è sempre stato quello di indossare la Maglia Rosa anche solo per un giorno. Ce l’ho fatta!”.

 

Giulio in carriera è stato in grado di indossare anche la maglia gialla al Tour de France ma, per un italiano cresciuto a pane e Giro d’Italia, questo è il coronamento di una carriera che, pian piano, si fa sempre più ricca di allori. “Ho iniziato a pensare a questa maglia nel 2016, al mio primo Giro d’Italia – ricorda -. Oggi la prendo dopo 10 anni, quando ci pensavo, sì, ma nemmeno troppo. La dedico alla mia famiglia e a tutti coloro che mi hanno aiutato in questa avventura: la vita del ciclista in questi ultimi anni si è fatta più complicata, ci sono sempre più sacrifici da fare e questi coinvolgono anche chi vive intorno a noi. Per questo voglio condividere questa gioia con tutti loro”.

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