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Un altro sport

06/05/2023

E chi si aspettava uno schiaffone del genere fin dal primo round? Remco Evenepoel ha dimostrato  non solo di essere in una condizione fisica strepitosa, ma di essere ad un livello che forse non aveva mai raggiunto prima. Perché? Per Ganna. La locomotiva di Verbania si è resa protagonista di una cronometro maiuscola, basti pensare che ha rifilato 21” al suo rivale di sempre Stefan Küng, eppure si è dovuto inchinare alla forza del baby fenomeno fiammingo.

Rifilare 22” a Ganna in una cronometro pressoché tutta pianeggiante, per giunta non troppo lunga, 19,6 km per l’esattezza, è la prova verificata di quanto Remco sia andato forte. 55,2 km/h di velocità media, con gli ultimi 3 km leggermente in salita, sono qualcosa di mostruoso, qualcosa che ci dice chiaramente che la prima Maglia Rosa di questo Giro d’Italia 2023 potrebbe anche essere l’ultima. 

Il primo scontro frontale, attesissimo, tra Evenepoel e Primož Roglič è finito con un clamoroso cappotto, che siamo sicuri neanche lo sloveno si sarebbe aspettato. Il capitano della Jumbo-Visma ha fatto una prova tutto sommato buona, assolutamente in linea con quella degli altri favoriti, ma è il campione del mondo ad essere andato da campione del mondo. Si poteva prevedere una piccola differenza a favore di Remco dopo i primi chilometri a cronometro, ma 43” sono sinceramente tanti. 

Nessun dramma, sia chiaro, e anzi, la corsa potrebbe già improvvisamente infiammarsi con il doveroso tentativo di rimonta di Roglič, memori di quanto la Jumbo-Visma abbia fatto lo scorso anno al Tour de France con Jonas Vingegaard per mandare in difficoltà, con successo, Tadej Pogačar. La scoppola rifilata da Evenepoel potrebbe quindi spingere gli avversari ad una reazione d’orgoglio fin dalle prossime tappe; non c’è tempo per attesa o tatticismi, sennò Evenepoel rischia di creare solchi giganti. Ricordiamo che alla Tappa 9 c’è un’altra cronometro, da Savignano sul Rubicone a Cesena per 35 km e un Remco così può rifilare minuti a tutti. 

Esattamente 50 anni fa, tra le altre cose, il suo compatriota Eddy Merckx vinceva il Giro d’Italia restando in Maglia Rosa dal primo all’ultimo giorno. Che voglia provare a portarsela fino a Roma da dominatore incontrastato? Difficile dirlo ora, ma nei prossimi giorni non sorprenderebbe vedere la Soudal-QuickStep “imprestare” la Maglia Rosa a un corridore sulla carta meno pericoloso, in modo da evitarsi lo stress, per quanto onorifico, di essere il n°1 sempre e comunque. Intanto, tutti gli altri, hanno trovato il re da spodestare. 

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