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Le regioni del giro

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Emilia Romagna: una continua sorpresa

Arte e cultura a 360 gradi, natura incontaminata, cibo genuino, la passione per le due e quattro ruote, il benessere termale, il divertimento della Riviera Romagnola e un calendario di eventi lungo 12 mesi.

Quando si pensa di conoscere l’Emilia Romagna, ecco che la Regione -unica in Italia a prendere il nome dalla millenaria via che la taglia da nord ovest a sud est (la Via Emilia)- è pronta a sorprendere con un primato, una curiosità, luoghi semisconosciuti e personaggi di fama internazionale le cui radici sono piantate tra Piacenza e Cattolica. Con 44 prodotti tipici riconosciuti l’Emilia Romagna è leader europeo per Dop e Igp, con “fuoriclasse” quali Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Lambrusco, ma anche nella ristorazione non scherza, con il primato, riconosciuto dalla prestigiosa Guida Michelin 2021, di Bib Gourmand, ovvero i ristoranti con il miglior rapporto qualità-prezzo (sono 35). Restando in tema di primati, in Emilia Romagna nascono le supercar più ammirate del mondo: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Dallara, e anche le “rosse” a due ruote più desiderate, le Ducati, senza contare 4 autodromi, 13 musei specializzati e un circuito di 18 collezioni private. E nel benessere termale la Regione è seconda in Italia per strutture, con 24 centri ospitati in 19 suggestive località.

In materia di arte l’Emilia Romagna vanta ben 12 riconoscimenti UNESCO, dai mosaici paleocristiani ravennati a Parma Città Creativa per la Gastronomia, dalla Riserva Integrale di Sasso Fratino (nel Parco delle Foreste Casentinesi) alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, passando per Modena, Ferrara, Faenza, Bologna e il Parco Regionale del Delta del Po. Quanto a luoghi affascinanti e tutti da scoprire, non c’è che l’imbarazzo della scelta, dal Circuito dei Castelli, con 60 strutture tra manieri, fortezze e rocche, ai 58 borghi sparsi tra l’Appennino e la Costa Adriatica, premiati con i più prestigiosi riconoscimenti, passando per la natura, con 2 parchi nazionali, 1 parco interregionale, 14 parchi regionali e decine di riserve naturali protette. Tanti sono i personaggi nati tra Cattolica e Piacenza, dallo skipper di Luna Rossa, Max Sirena (riminese) allo chef tristellato Massimo Bottura (modenese), dai componenti del Gruppo Extraliscio a Vasco Rossi, Laura Pausini, Samuele Bersani e tanti altri, senza dimenticare il cinema con Federico Fellini, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Pupi Avati, Marco Bellocchio, e il recente trionfatore al Festival di Berlino, Giorgio Diritti.

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Nel 2021 Ravenna celebra i 700 anni dalla morte di Dante

Con l’inaugurazione della restaurata Tomba di Dante (riaperta solennemente lo scorso 5 settembre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), sono partite a Ravenna le celebrazioni ufficiali del Settecentesimo Anniversario della morte del Sommo Poeta, destinate a proseguire con centinaia di iniziative (fra concerti, mostre, spettacoli, letture, incontri, itinerari guidati) che si snodano tra Forlì, Faenza, Imola e Rimini, fino ai luoghi danteschi incastonati tra Romagna e Toscana.

Sono quattro i monumenti che simboleggiano la vita e la morte del Sommo Poeta a Ravenna: la Tomba di Dante e il vicino Quadrarco di Braccioforte, il Museo Dantesco, la Casa di Dante. Il sepolcro dantesco è tornato al suo volto originario grazie all’intervento di restauro progettato dall’architetto Camillo Morigia, con una nuova illuminazione. Restaurato anche il Quadrarco che si trova vicino alla Tomba di Dante chiamato “Braccioforte” a motivo di un’antica leggenda secondo la quale due fedeli avrebbero prestato giuramento invocando il “braccio forte” di Cristo, la cui immagine era conservata in quel luogo. La campana della torre campanaria ogni sera all’imbrunire, suona tredici colpi in ricordo del 13 settembre, giorno della morte di Dante, e delle terzine dantesche: “Era già l’ora che volge il disio / ai navicanti e ‘ntenerisce il core / Lo di c’han detto ai dolci amici addio / E che lo novo peregrin d’amore / punge, se ode squilla di lontano / che paia il giorno pianger che si more” (Purgatorio, Canto VIII, 1-6).

A pochi passi dalla Tomba hanno sede il Museo e la Casa di Dante, di imminente riapertura dopo il restauro. Se nel primo si potranno ammirare, attraverso tecnologie innovative, reperti come la cassetta delle ossa e l’arca lignea che accolse lo scheletro di Dante, finalità del progetto Casa Dante sarà invece quella di integrare al Museo un deposito/laboratorio didattico, uno spazio di sosta, lettura e riflessione silenziosa nel cortile e nel giardino. A completare l’offerta della Casa anche una libreria specializzata e una “Design Gallery”, con bookshop e visitors center.

Particolarmente coinvolgenti sono gli appuntamenti con la “Lettura perpetua della Divina Commedia” presso la Tomba di Dante tutti i giorni alle 17. L’appuntamento partito il 13 settembre 2020, vede ogni giorno lettori e lettrici, studiosi, appassionati e persone comuni avvicendarsi davanti alla Tomba di Dante. Ogni sera all’ora che volge al disio, giunge anche un pubblico di affezionati, che distanziati, ascoltano i versi del Sommo Poeta, nella zona del silenzio a lui dedicata. Aperto a chiunque desideri cimentarsi nella lettura di una delle opere più illustri della storia della cultura italiana, la lettura è disponibile in streaming (per partecipare occorre prenotarsi chiedendo informazioni al 328 4815973, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, o scrivendo all’indirizzo mail leggidante@ravennantica.org).

A Ravenna è partito il progetto espositivo “Dante. Gli occhi e la mente”, che riunisce tre mostre di grande importanza: “Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante” (fino al 17 luglio 2021 negli spazi della Biblioteca Classense), “Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio” (dal 24 aprile al 4 luglio 2021, nella Chiesa di San Romualdo) e “Un’epopea pop” (dal 4 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 al MAR – Museo d’Arte della città). La prima espone libri, manifesti, fotografie, dipinti, manoscritti e numerosi oggetti d’arte conferiti come omaggio a Dante e alla città “ultimo rifugio” del Poeta, tra cui i due esemplari di un’edizione pregiatissima e a tiratura limitata (solo 306 esemplari) della Commedia. L’esposizione ospitata alla Chiesa di San Romualdo indaga invece il particolare ruolo che l’esperienza visiva poté avere nella concezione delle opere del Sommo Poeta, con un percorso ricchissimo di pezzi di assoluto valore, tra affreschi, preziosi tessuti, oreficerie, tavole dipinte e sculture. La terza ed ultima mostra racconterà la fortuna popolare della figura di Dante Alighieri, che attraversa i secoli e i generi espressivi, attraverso testimonianze letterarie, grafiche e artistiche, fotografiche e cinematografiche, musicali e commerciali legate al Sommo Poeta.

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