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Tappa 2 del Giro d’Italia: Stupinigi (Nichelino) – Novara. Giornate da cartolina

08/05/2021

Tappa 2: Stupinigi (Nichelino) – Novara. Giornate da cartolina

Introducendo il suo romanzo dedicato alle tragiche vicende di Antonia, la strega di Zardino, Sebastiano Vassalli descrive la pianura del novarese come il nulla. Un nulla con la specifica capacità di regalare, in non più di una trentina di giorni l’anno, quasi sempre in primavera, un orizzonte limpido e nitido, in grado di fondere risaie e montagne in un modo tutto particolare, «che allarga il cuore». Le chiama le giornate cartolina.

Bonaria, a vigilare dall’alto su «un palcoscenico grande come un’intera regione, sopra cui si rappresentano, da sempre, le vicende e le gesta dei viventi in questa parte di mondo», si innalza la Chimera che dà il titolo al racconto: il monte Rosa, coi suoi picchi e i suoi ghiacciai; lontano eppure vicinissimo. Secondo lo scrittore, quanto accade in queste terre pianeggianti sparisce più facilmente nei gorghi della memoria, che inghiotte gli avvenimenti come hanno fatto la Sesia, o la Storia, proprio col paese di Zardino. Il gruppo ci può passare solo nella fantasia perché, appunto, non esiste più. Rivive solo nell’inchiostro. Le leggende delle valli alpine, invece, hanno la tendenza a conservarsi per millenni. Spesso, nel ciclismo non è diverso.

21 maggio 1968, la Chimera presta il suo bel colore rosa alla maglia di Eddy Merckx

Così può capitare, e magari scivola un po’ indietro nei ricordi, che, proprio qui, un corridore di quelli non esattamente sconosciuti si trovi, per la prima volta in carriera, in vetta alla classifica generale del Giro. È bello pensare che fosse una giornata da cartolina, il 21 maggio 1968, quando, a Novara, un po’ a sorpresa, la Chimera presta il suo bel colore rosa alla maglia di Eddy Merckx. Il suo numero a sorpresa scompagina una tappa dal finale scritto: la volata si organizza sulla sinistra del vialone conclusivo, il belga esce a destra e infrange i sogni dei velocisti con un colpo secco. È la prima tappa in linea di quell’edizione: tappa e maglia. Il ’68 è l’anno della svolta per il Merckx delle corse a tappe: Eddy viene preso sotto l’ala protettrice dall’esperto Vittorio Adorni. I due condividono la stanza e un processo educativo che si concluderà a Napoli, con un esito ben diverso da quello di Antonia: la vittoria finale del Cannibale.

Un’avventura iniziata con la magia di Novara, dove il panorama circostante sussurra che «il mondo è un gomitolo di strade e seguendole trovi tutto: vita e morte, miseria e felicità, lacrime e consolazione, avventure e amore». In quel groviglio, in alcuni giorni ben selezionati, ma non più di una ventina nell’anno, puoi imbatterti anche nella maglia rosa.

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