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Ricordi dalle Tre Cime di Lavaredo, 1968: Merckx diventa “il Cannibale”

25/05/2023

Il battesimo delle Tre Cime di Lavaredo, avvenuto nel 1967, fu da dimenticare, perché finì in farsa. La salita venne presa d’assalto dai tifosi, che cominciarono a spingere su i corridori i quali, a loro volta, si attaccavano a macchine e moto falsando completamente l’esito della gara. L’unica soluzione fu quella di neutralizzare tutti i tempi in ottica classifica generale.

Ma non poteva finire così, le Tre Cime di Lavaredo meritavano di essere ricordate in un’altra maniera, così il patron del Giro d’Italia, Vincenzo Torriani, decise di inserire l’arrivo anche nel 1968, così da mettere definitivamente una pietra sopra lo sconcio dell’anno precedente. E non poteva esserci rivincita migliore, perché nella Gorizia-Tre Cime di Lavaredo di 213 km cominciò a prendere forma il mito di Eddy Merckx, il mito del “Cannibale”.

Sulla salita finale, sotto la pioggia, Merckx attaccò, recuperò 9 minuti a 16 fuggitivi, andò a vincere rifilando distacchi abissali agli avversari, conquistò la Maglia Rosa, che porterà fino alla fine, e mise in bacheca il suo primo Grande Giro. Gianni Motta e Italo Zilioli arrivarono a 4 minuti, il campione in carica Felice Gimondi, in lacrime, addirittura a 6, in quella che Merckx non esita a definire una delle sue prestazioni migliori di sempre. 

Il fenomeno fiammingo arrivò alla tappa finale di Napoli con 5 minuti di vantaggio su Vittorio Adorni e 9 su Felice Gimondi, cominciando il suo dominio nelle grandi corse a tappe che durerà fino al 1974.

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