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Peter Sagan, 36 anni e non sentirli: vittorie e show

26/01/2026

Dall’essere la stella dello ‘show’ nel mondo dello sport al “fare il papà a tempo pieno”. Quando si ricorda a Peter Sagan che, ai 36 anni che compie questo lunedì, alcuni dei suoi ex compagni di gruppo sono ancora in attività, avverte che “sto diventando vecchio”, ma non si pente del suo ritiro precoce: “Quello che faccio ora dà anche lì tantissimi bei brividi”.

 

La vita è cambiata per Sagan, ma non così tanto: “La transizione a ‘ex corridore’ l’abbiamo programmata con attenzione e con una buona tempistica; considerate che sono abbastanza impegnato con i miei sponsor personali (Specialized, 100%, Sportful, MyWhoosh) e con parecchi eventi in tutto il mondo. Devo ringraziare il supporto dei miei manager, Gabriele Uboldi e Giovanni Lombardi”. Ha persino avuto il tempo di vestire i panni di ballerino in un noto programma della televisione slovacca: “Un’esperienza dove mi sono divertito, mi sono tenuto in forma fisicamente e ho conosciuto tanta gente interessante al di fuori del mio classico mondo del ciclismo”.

Sagan e il Giro: poche volte ma buone

Sagan sente che, in un certo senso, il suo modo di correre, soprattutto nei suoi primi anni di carriera, ha lasciato il segno: “Anche a me, in un certo modo, piaceva dare spettacolo come fanno i corridori di oggi“, afferma, considerando che nel ciclismo attuale, fatto di attacchi e grandi imprese, si sarebbe trovato bene. È stato con questo stile, e anche con le sue doti da sprinter, che ha ottenuto 121 vittorie da professionista, tra cui due tappe del Giro d’Italia – una in solitaria; l’altra allo sprint -, una Maglia Ciclamino e diversi successi alla Tirreno Adriatico.

 

“Ho un legame speciale con l’Italia, per cui per me sono ricordi fantastici e sono molto orgoglioso di esserci riuscito”, pur riconoscendo che gli rimane l’amaro in bocca per non aver mai indossato la Maglia Rosa: “È una delle maglie più belle e importanti del ciclismo. Alla fine, il mio calendario veniva deciso insieme alle squadre di cui ho fatto parte durante i miei 15 anni di carriera sportiva, e non mi ha mai permesso di poterci realmente puntare”.

Rivivi l'ultimo Km della tappa 10 del Giro d'Italia 2021

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Un occhio al Giro d’Italia 2026

◆ Hai dato un occhio al percorso del Giro d’Italia 2026? Che idea ti sei fatto?

Ho guardato senza entrare troppo nei dettagli, ma ho visto che è un Giro molto bello e impegnativo. Sono sicuro che ci offrirà delle belle emozioni”.

 

◆ Un corridore come te avrebbe potuto puntare alla Maglia Rosa nelle prime tappe in Bulgaria. Ti piace come è disegnata la Grande Partenza?

Certamente, le prime tre tappe sarebbero state tappe interessanti per me, perché avrebbero potuto portare un corridore delle mie caratteristiche a indossare la Maglia Rosa. Mi piace vedere delle Grandi Partenze in altri Paesi europei, perché portano il prestigio, il fascino e lo spettacolo del Giro d’Italia a dei pubblici che non hanno spesso l’opportunità di vivere così il ciclismo”.

 

Buon compleanno e grazie delle emozioni che ci hai regalato, Peter!

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