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Jhonatan Narváez, aria di casa

15/10/2020

Mentre il suo connazionale Caicedo vinceva sull’Etna la terza tappa del Giro, quel giorno Jhonatan Narvaez faticava.

Troppo calda la Sicilia per lui, che è nato nel 1997 a El Playon de San Francisco, in Ecuador, a 3500 metri di altitudine.

Oggi la tappa è partita da Cesenatico con l’asciutto. 

Ma Narvaez, che aveva controllato le previsioni, è andato in fuga lo stesso, assieme ad altri 12 corridori.

Infatti dopo pochi chilometri ha iniziato a piovere, poi a piovere e a tirare vento, poi a piovere a tirare vento e a fare freddo, e poi ancora più freddo. 

A quel punto Narvaez era nel suo ambiente naturale.

Gli altri fuggitivi, abituati forse a climi più miti, si sono staccati uno alla volta, con l’eccezione di di Mark Padun, un giovane passista ucraino. Donetsk, dov’è nato, è a solo 240 metri di altitudine, ma d’inverno le temperature scendono fino a -30 sottozero.

La coppia quindi stacca Simon Clarke e scollina sola all’ultima delle cinque salite di giornata, da lì in avanti solo discesa e pianura fino all’arrivo.

Già si profila uno sprint tra i due giovani protagonisti, quando in un tornate Padun fora, si ferma, cambia la bici e riparte, ma a quel punto ha già rimediato una trentina di secondi di distacco da Narvaez.

Nel tratto in pianura l’ucraino dà tutto, si butta in posizione da cronometro con un rapporto durissimo e si avvicina fino a 7” dall’ecuadoregno.
Ma alla fine cede, o è Narvaez bravo a tener duro, fatto sta che Padun sul traguardo arriva a 1’08”, ma col viso soddisfatto. Sfortunato, secondo, ma soddisfatto, salutando anche con la mano.

Tra i migliori Pozzovivo mette i suoi a tirare da metà gara e sulle ultime salite restano in pochi; sembra sempre che stia per succedere qualcosa ma alla fine non succede niente. Arrivano tutti assieme, bagnanti e infreddoliti.

Anche Jhonatan Narvaez doveva essere infreddolito e bagnato quando ha tagliato per primo il traguardo di Cesenatico, vincendo la sua prima tappa al Giro d’Italia.

Eppure a vederlo quasi non pareva.
Sembrava solo fosse a casa sua.

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