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    Il cerchio si chiude

    27/05/2023

    Alla fine una lacrimuccia gli è scappata. Lo abbiamo sempre visto scanzonato, rilassato, nel classico atteggiamento da “carpe diem”, “quel che deve succedere succederà”, ma stavolta l’emozione ha travolto anche lui. L’abbraccio del rivale João Almeida, poi quello di tutti i suoi compagni (alcuni erano più commossi di lui) e di tutto lo staff della Jumbo-Visma, ed ecco che un paio di lacrime dal volto gioioso sono scese.

    Ed è normale che fosse così, perché Primož Roglič ha vinto sul Monte Lussari, ha vinto a pochi passi dalla sua Slovenia, circondato e sospinto da migliaia di connazionali giunti sulle pendici della salita friulana, ed è andato a prendersi di forza la Maglia Rosa. Ha rifilato 40” a Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) e da recuperare ne aveva 26, quanto basta per vincere – ufficiosamente, in attesa della passerella di domani a Roma – il Giro d’Italia 2023.

    Primož ottiene il successo più importante della sua carriera nella stessa identica maniera con cui se lo era visto privare nell’estate del 2020, quando nella cronoscalata della Planche des Belles Filles il connazionale Tadej Pogačar gli aveva incredibilmente strappato la maglia gialla all’ultima tappa, nonostante i 57” di vantaggio con cui partiva Roglič. Ma i fantasmi non li ha mai voluti vedere e il destino stavolta ha voluto fargli un regalo, restituendogli ciò che gli aveva tolto.

    Non senza qualche brivido, però. Prima la caduta nella tappa di Tortona che gli ha lasciato un po’ di ammaccature e la necessità di ricostruire la miglior condizione fisica strada facendo, oggi il salto di catena che gli ha fatto perdere almeno 15”. Insomma, se l’è dovuta sudare, ma questa volta ha avuto ragione lui. Domani, a Roma, all’ombra del Colosseo, potrà godersi una giornata tutta per lui, che senz’altro si merita.

    Un Trofeo Senza Fine che sicuramente si sarebbe meritato anche Geraint Thomas, che però ieri l’aveva detto, per celebrare il sogno Rosa mancava ancora una cronometro “bastarda”, che effettivamente bastarda per lui si è rivelata. “Meglio perdere con un margine così grande, piuttosto che per un secondo o due. Almeno Primož mi ha stracciato e bisogna essere onesti, se l’è meritato, visto che ha anche avuto un problema meccanico. Congratulazioni a lui”. Un signore, che il Giro d’Italia è onorato di aver avuto leader per 8 tappe.

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