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Giro Next Gen: Magnier, talento da Wolfpack

10/06/2024

Il Giro Next Gen 2024 è cominciato all’insegna dei pronostici rispettati. Ieri ha vinto il grande favorito Jakob Söderqvist, oggi, nella Aymavilles – Saint-Vincent, ha vinto un’altra star attesa di questa corsa, Paul Magnier. Dei 174 corridori al via, il giovane francese è quello col pedigree più importante, per il semplice fatto che ha già vinto tra i professionisti.

La prima vittoria l’aveva ottenuta gennaio, al Trofeo Ses Salines di Maiorca, all’esordio assoluto tra i professionisti (!), e poi si era ripetuto al Tour of Oman. Insomma, Magnier è già a tutti gli effetti un membro del Wolfpack e, quando si parla di giovani, Patrick Lefevere raramente sbaglia. In casa Soudal-QuickStep hanno capito presto di avere un bel diamante tra le mani. Questo inverno, nei training camp, è capitato battesse Tim Merlier agli sprint.

Residente a Grenoble, Magnier, classe 2004, ha cominciato con la bicicletta all’età di 13 anni e da allora ha mostrato le sue credenziali sia nella mountain bike (bronzo mondiale tra gli junior due anni fa a Les Gets) che nel ciclismo su strada. Nel 2022, da junior, ha collezionato diverse vittorie, tra cui un paio di tappe al prestigioso Giro della Lunigiana, dove si è classificato secondo in classifica generale e ha portato a casa la maglia a punti, mentre nel 2023, in maglia Trinity, ha impressionato nelle sporadiche uscite coi professionisti e ha chiuso terzo l’europeo U23 sul Col du VAM.

“So che non è normale che un ragazzo della mia età stia già vincendo tra i professionisti, ma sono nella squadra giusta per farlo, circondato da grandi corridori che sanno guidarmi alla perfezione, e quando si parla di sprint siamo sempre tra i più forti – diceva Magnier a inizio anno-. Il DS Tom Steels mi ha designato capitano alla mia prima gara da professionista e questa è la conferma di quanto questa squadra creda in me”.

Per gestirlo al meglio, però, la squadra lo fa correre anche con gli U23 e ora si ritrova in Maglia Rosa. Domani dovrebbe perderla, ma con un talento così meglio non metterci la firma.

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