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#ebikeItalia

13/05/2021

Italia, principale paese manifatturiero in Europa quando si parla di ebike

Italia all’avanguardia nel mondo della bici; le protagoniste del Giro-E, che si disputa sulle strade e nei giorni del Giro d’Italia con bici da corsa a pedalata assistita, sono il risultato di una storia che inizia più di trent’anni fa in Europa e che arriva nel 2018 a creare la prima e-Road, una bici da corsa “elettrica” con le forme e lo stile di quelle dei campioni della Corsa Rosa.

L’eccellenza italiana nel mondo delle “elettriche” risale infatti nei primi anni 90. 

Forti della tecnologia derivante dai telefonini e dall’industria elettronica in generale, comparvero allora sul mercato le prime EPAC, Electric Pedal Assisted Cycle, ovvero biciclette che ricevono un aiuto da un piccolo motore elettrico solo se il ciclista pedala e che, in ogni caso, smette di fornire la propria assistenza al raggiungimento dei 25 Km/h. È una rivoluzione, perché tale veicolo, se così fatto, è equiparato a una bicicletta tradizionale, e rappresenta il cambio di un paradigma, di un modo di pedalare e di vedere la bicicletta.

I primi due paesi a credere nella nuova tecnologia furono proprio Italia e Germania. Oggi, anche grazie all’avvento sul mercato di giganteschi gruppi industriali, la EPAC, PEDELEC o ebike, tutti sinonimi di bicicletta a pedalata assistita, è la regina del mercato. 

 

L’ebike è la bicicletta che restituisce tutti i piaceri di un giro in bici tranne uno, la fatica.

Questa è dosata, a piacere, dal ciclista, che sceglie uno dei livelli di potenza forniti dal motore e pedala come se fosse sempre in leggera discesa. Lo sforzo è adeguato al proprio allenamento, e può diventare simile a una tranquilla passeggiata a piedi. Tempi e distanze percorse, naturalmente, aumentano.

Il mercato delle ebike è in continua crescita, con numeri a due o a tre cifre negli ultimi anni. La pandemia ha riconosciuto nella bicicletta, tradizionale o elettrica, un modo per spostarsi che aiuta la salute e il distanziamento sociale, e questo ha creato un vero e proprio boom.

Oggi la vendita di ebike in Italia rappresenta il 15% del totale, ma era il 3% solo 5 anni fa. In alcuni paesi europei la quota di vendita ha già superato il 50%. Nell’ultimo anno sono state vendute, solo in Italia, quasi 300mila ebike e 1,8 milioni di bici tradizionali, che sommate a componenti, accessori e abbigliamento portano il fatturato alla vendita del settore ciclo in Italia a oltre 2 miliardi di euro con un livello di occupazione pari a circa 9.000 addetti fra negozi specializzati e grande distribuzione.

Se consideriamo che un olandese spende mediamente per la bici e il suo utilizzo circa 330 euro l’anno, un tedesco 130 e un italiano appena 30 euro, possiamo solo immaginare quale potrà essere lo sviluppo della bicicletta, del comparto e dell’industria del Made in Italy nel nostro paese nei prossimi anni.

Anche il cicloturismo, per le stesse ragioni, è in rapida crescita. Grazie all’ebike, infatti, chiunque può programmare un vero viaggio in bicicletta senza doversi allenare pesantemente. Il nostro Paese, è noto, rappresenta una delle mete maggiormente ricercate a livello mondiale: grazie all’incremento del numero di ebike, un rapido sviluppo delle Rete Ciclabile Nazionale ne garantirebbe un successo planetario senza pari.

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