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Arnaud Démare, pensare di potere

09/10/2020

Nell’Eneide Virgilio scrisse una frase diventata celebre: “Il successo li incoraggia: essi possono, perché pensano di potere” (verso 478, libro II).

È stata scritta più di duemila anni fa, ma funziona bene per Arnaud Démare – d’altronde si sa, i classici sono sempre attuali. 

I due successi di tappa l’hanno incoraggiato, ormai si è convinto di potere tutto, e infatti può.

Oggi resta sempre davanti in una giornata che si complica subito a causa dei ventagli, si fa scortare benissimo dalla squadra e poi consolida il suo personale momento di onnipotenza con la terza vittoria in sette tappe, sempre più maglia ciclamino davanti a Sagan e Matthews, secondo e terzo sul traguardo.

Il successo incoraggia anche Almeida, che alla sua quarta tappa in maglia rosa ci ha preso gusto: scatena il wolf pack della Deceuninck appena gira il vento causando sparpaglìo generale.

Restano indietro Yates, Pozzovivo e Fuglsang, poi il vento cala e rientrano tutti, ma la maglia rosa manifesta solidità.

Se poi è davvero potere lo si vedrà più avanti, magari già domenica con l’arrivo in salita di Roccaraso.

Virgilio morì qui a Brindisi nel 19 a.C. di ritorno da un viaggio in Grecia. Dicono i biografi che prima di morire raccomandò ai suoi amici di distruggere il manoscritto dell’Eneide, perché, per quanto l’avesse quasi terminata, non aveva fatto in tempo a rivederla.

Per fortuna gli hanno disobbedito.

Così noi oggi conosciamo il segreto della straordinaria settimana di Arnaud Démare al Giro d’Italia: pensare di potere.

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