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Viva l’incertezza

15/05/2022

Quando in un arrivo come il Blockhaus tre corridori si giocano la vittoria per pochi centimetri, vuol dire che le forze in campo sono davvero equilibrate. Jai Hindley  (Bora-hansgrohe) ha anticipato per qualche centimetro Romain Bardet (Team DSM) e Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), con Mikel Landa (Bahrain-Victorious), Joao Almeida (UAE Team Emirates) e Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty-Gobert) subito dietro, restituendoci un Giro d’Italia incertissimo e che, quindi, ha ancora tutto da dire.

Se ieri eravamo abbastanza sicuri che dopo il Blockhaus le gerarchie sarebbero state abbastanza chiare, oggi dobbiamo cambiare idea, perché se i primi 7 corridori in classifica generale sono racchiusi in 30 secondi e i primi 3 in 14 (è il distacco più ridotto alla 9^ tappa dal 2001) vuol dire che siamo ancora ben lontani dall’epilogo di questa Corsa Rosa. E, sinceramente, meglio così!

Questo, inoltre, potrebbe aprire a qualche scenario interessante per la seconda settimana, perché la prossima tappa con montagne importanti sarà la 15esima, quella di Cogne, vale a dire domenica 22 maggio, e i vari leader della classifica, se non vorranno passeggiare per una settimana, dovranno per forza di cose provare a forzare anche nelle tappe di media difficoltà. Bisognerà muoversi con intelligenza e sagacia tattica, perché a questo punto della corsa ogni dettaglio potrebbe fare la differenza.

Nell’equilibrio generale, però, qualche sentenza importante il Blockhaus l’ha data: Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), Wilco Kelderman (Bora-hansgrohe) e, soprattutto, Simon Yates (BikeExchange-Jayco), uno dei grandi favoriti della vigilia, sono fuori dai giochi per la lotta alla Maglia Rosa. Se per il primo c’è la consolazione che il compagno Juanpe Lopez ha tenuto la Maglia Rosa e per il secondo il fatto che il compagno Jai Hindley ha vinto la tappa, per il terzo è un disastro totale, visto che la BikeExchange puntava tutto su di lui e invece per il quinto anno consecutivo deve dire addio ai sogni di gloria.

In salita leggermente – ma molto leggermente – superiori sono apparsi Carapaz, Landa e Bardet, ma Almeida, lo stesso Hindley e Pozzovivo hanno risposto molto molto bene, e in Maglia Rosa c’è ancora uno stoico Lopez. Dopo il lavoro della Ineos sulle toste rampe del Blockhaus, ci si aspettava un attacco di Carapaz che mandasse tutti in frantumi, ma all’ecuadoriano è rimasto il colpo in canna e alla fine è spuntato l’australiano d’Abruzzo (Hindley ha corso con l’abruzzese Aran Cucine Vejus da U23, nel 2015). Una vittoria significativa per il corridore della Bora-hansgrohe, che ci riproietta al 2020 quando, in maglia Sunweb, si era rivelato al mondo con il 2° posto finale. Tra le altre cose, dopo quel fantastico Giro, Hindley non aveva più vinto.

Andiamo al giorno di riposo con ancora meno certezze di prima. E per questo non vediamo l’ora sia già martedì.

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