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    Vento dalla Slovenia

    10/03/2023

    Quello di Sarnano Sassotetto alla Tirreno-Adriatico 2023 verrà sicuramente ricordato come uno degli arrivi in salita più atipici degli ultimi anni. Il grande protagonista? Il vento, fortissimo e frontale, che ha caratterizzato non solo la salita finale, accorciata di un paio di chilometri per l’impossibilità di arrivare in vetta, ma tutta la tappa. I corridori, come sempre, ci hanno provato con coraggio, anche facendo fatica a rimanere in sella quando le raffiche aumentavano la loro intensità, ma sono stati respinti, tanto che in cima sono arrivati 17 corridori a giocarsi la tappa in volata.

    Quella che doveva essere la frazione più selettiva, alla fine, ha fatto gli stessi danni che ha fatto lo strappo di ieri verso Tortoreto, quindi molto pochi, o quantomeno non decisivi per capire chi possa vincere questa Tirreno-Adriatico. Pur sapendo che il vento li avrebbe rispenditi al mittente, ci hanno provato dapprima Damiano Caruso (Bahrain Victorious), il cui attacco, per un momento, sembrava poter essere risolutore, salvo poi venire ripreso a 600 metri dall’arrivo, poi Enric Mas (Movistar), poi Hugh Carthy (EF Education-EasyPost), poi Wilco Kelderman (Jumbo-Visma), poi Tao Geoghegan Hart (Ineos Grenadiers) e, infine, come una sentenza, precisa e puntuale, Primož Roglič (Jumbo-Visma). Lo sloveno ha nuovamente lasciato sfogare gli avversari e al momento giusto booommm, si è andato a prendere la tappa che, questa volta, vale pure doppio, perché con i 10 secondi di abbuono scavalca il pur bravo Lennard Kämna (Bora-hansgrohe), quinto al traguardo, e si va a prendere la Maglia Azzurra. Il dominatore dei venti oggi è lui.

    Così, con la salita di Sarnano Sassotetto “neutralizzata” dal vento, ci ritroviamo a due tappe dalla fine con una classifica generale incerta come non mai. Primož Roglič guarda tutti dall’alto al basso, è vero, ma dietro si ritrova 16 corridori che sognano di conquistare il Tridente. I primi 10 della classifica generale sono infatti racchiusi in 31 secondi, i primi 16 in 52 secondi, e ciò vuol dire che il bello deve ancora venire.

    Domani, per chi non lo ricordasse, c’è la tappa dei muri marchigiani, la Osimo Stazione-Osimo, che prevede una serie infinita di saliscendi, in particolare il Muro di Costa del Borgo (2,3 km al 7,7%, ma la parte centrale di circa un km costantemente al 15%) con l’ultimo tratto addirittura in sterrato, da ripetere ben tre volte. Ciò vuol dire che è lecito aspettarsi un’anarchia assoluta: bisognerà avere gambe, bisognerà avere una squadra solida alle spalle e bisognerà avere intelligenza tattica. Siamo sicuri, ci sarà da divertirsi. Vento permettendo…

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