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Tappa 10 – Trabucchi e trabocchetti

13/10/2020

Il trabucco o trabocco, o travocco, è un’antica macchina da pesca tipica delle coste abruzzesi, molisane e pugliesi.

Consiste in un’imponente costruzione realizzata in legno composta da una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due o più lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette detta “trabocchetto”.

Grazie ad un complesso sistema di argani e funi il trabocchetto viene calato in mare, e i pesci, se tutto va come deve andare, ci finiscono dentro.

Ne ha parlato anche D’Annunzio, che da queste parti era di casa e percorreva spesso la strada da Francavilla ad Ortona a piedi.

«La grande macchina pescatoria composta di tronchi scortecciati di assi e di gomene che biancheggiava singolarmente simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano».

La tappa di oggi parte da Lanciano, percorre la “costa dei trabucchi” fino a Pescara e poi sale fino a Tortoreto, con un circuito finale zeppo di salite brevi e dure, i famosi muri, cinque dei quali negli ultimi cinquantasette chilometri.

Ha la morfologia e l’altimetria di una classica, per corridori forti in pianura ed esplosivi in salita, e sarebbe uno spettacolo anche se fosse una gara a sé.

Ma è all’interno di una grande corsa a tappe, per lo più dopo il giorno di riposo, e pure gli uomini di classifica dovranno essere lì davanti.

Anche se la costa dei trabucchi finisce un po’ più a Sud di Tortoreto, oggi ogni muro potrebbe essere un trabocchetto, ogni salitella potrebbe trasformarsi in una nuova rete tesa dagli avversari.

Ci vorrà parecchia attenzione, per non fare la fine dei pesci.

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