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Tao Geoghegan Hart, alla ricerca delle sensazioni rosa

30/03/2026

Il Giro d’Italia gli ha dato tutto, ma gli ha anche tolto qualcosa. Tao Geoghegan Hart conquistò il mondo del ciclismo nel 2020, nell’edizione autunnale della Corsa Rosa segnata dalla pandemia, alzando al cielo il Trofeo Senza Fine.

 

Tre anni dopo, però, una caduta nella Tappa 11 del Giro 2023, verso Tortona, gli ha provocato una grave frattura all’anca, da cui si è ripreso solo l’anno successivo. E come se non bastasse, nel giugno 2024 un nuovo incidente al Critérium du Dauphiné gli ha causato ulteriori fratture tra costole e schiena.

Ritrovare le “gambe magiche”

Negli ultimi anni Tao ha cambiato molto: dall’INEOS Grenadiers è passato alla Lidl-Trek, ma soprattutto ha dovuto convivere con l’incertezza dopo una carriera che sembrava ormai lanciata. Ora, però, i segnali sono incoraggianti.

 

È stato il primo inverno senza operazioni o riabilitazione – raccontava a inizio stagione alla stampa britannica – All’inizio dell’anno mi sono ammalato un paio di volte, ma avevo una base solida ed è stato tutto più semplice senza altri contrattempi.

 

Le sensazioni stanno tornando, anche se ancora manca qualcosina: Da un po’ non ho problemi, ma trasformare queste buone sensazioni in gara è un’altra cosa. Non ho ancora vissuto quel giorno in cui senti davvero le “gambe magiche”, ma è per questo che lavoriamo.

Il peso (e il ricordo) della Maglia Rosa

Geoghegan Hart, che compie 31 anni questo lunedì, sa bene che – nonostante il trionfo del 2020 – nulla gli sarà regalato: dovrà conquistarsi un posto per la Bulgaria. E, se ci riuscirà, è convinto di poter dire la sua. Rendo al meglio negli ultimi 7-10 giorni di un Grande Giro, senza dubbio. Ma per arrivarci devo essere al 100%.

 

Ripensando a quel Giro vinto quasi all’improvviso, Tao conserva uno sguardo lucido: Non pensavo alla classifica generale. Sarebbe stato assurdo per uno con appena due vittorie tra i professionisti. Non ho mai pensato alla Maglia Rosa finché non ho dovuto indossarla sul podio. In quel momento il mondo intorno a te cambia, ma io no: ho sempre semplicemente amato andare in bici.

 

Oggi, guardando al proprio percorso, il britannico rivendica ciò che ha costruito: Ho fatto parte di tante belle vittorie, ma anche di grandi squadre. Ho costruito più di quanto dicano i numeri, ed è questo che apprezzo del ciclismo.

 

Un anno – e soprattutto un mese di maggio – che potrebbero dire molto sul suo ritorno ai massimi livelli. Intanto, però, che si goda il suo compleanno. Tanti auguri, campione.

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