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San Daniele, aria buona

20/10/2020

Tappa mossa da Udine a San Daniele del Friuli, tappa al confine tra pianura e collina, tra Italia e Slovenia, tra fuga e classifica.

Dicono che il famoso prosciutto che si produce qui debba le sue qualità al microclima, alla particolare stagionatura, ma soprattutto all’aria di San Daniele.

Come successo dopo il primo giorno di riposo di questo Giro, anche oggi in gruppo aria da fuga. Escono in ventotto e, si capisce presto, si giocheranno la vittoria finale.

Tra questi ci sono Ruben Guerreiro, il secondo nella classifica per Maglia Azzurra, e Giovanni Visconti, che la Maglia Azzurra la indossa.

In vista del primo Gpm scatta Guerreiro che vince proprio davanti a Visconti, dando vita ad un duello che si ripeterà anche nelle tre salite successive. 

Finirà 2 a 2, con il corridore siciliano che riesce a difendere la maglia di miglior scalatore.

Ci sarebbero altri due Gpm da giocarsi, altri due passaggi sul Monte di Ragogna, ma a quel punto la corsa è già entrata nel circuito finale di San Daniele, è già entrata nel vivo, e a passare per primi sono altri.

Nella fattispecie Jan Tratnik, sloveno, che sente aria di casa.

Scatta assieme a Boaro nel punto in cui sono venuti a vederlo famiglia e fidanzata, sembra una di quelle azioni fatte giusto così –  invece poi Boaro viene ripreso, Tratnik no.

Lo aggancia solo l’australiano O’Connor, che con una bella azione gli si riporta sotto in cima all’ultima salita, e che poi tira per la maggior parte dei successivi chilometri verso il traguardo, e che sembra oggettivamente averne di più.

Tutto fa pensare che nello strappetto che porta a San Daniele O’Connor lasci per strada lo sloveno, la cui pedalata appare a quel punto affaticata.

Ma l’aria australiana è lontana, quella slovena a un tiro di schioppo, e alla fine chi arriva a braccia alzate in centro a San Daniele è Jan Tratnik.

Il gruppo dei migliori in quel momento è ancora a dieci chilometri dall’arrivo, con quasi 15 minuti di ritardo.

Si prenderanno un giorno di tranquillità in vista delle tappe alpine dei prossimi giorni, si pensa, arriveranno tutti assieme salvando la gamba per terreni più probanti.

La pensa diversamente, invece, il leader della classifica Joao Almeida.

Scatta sullo strappo finale e rifila due secondi a tutti gli altri.

Due secondi che sono niente, pensando a quello che li aspetta da domani in avanti.

Due secondi che sono tutto, per un ragazzo di ventidue anni che non sa ancora come andrà a finire il suo Giro d’Italia, ma che intanto vuole gustarsi fino in fondo l’aria profumata della sua Maglia Rosa.

 

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