Ben diversa, per storia e tradizione, è Pila, ultimo grande snodo del “tappone” valdostano della Tappa 14, quella che darà il via al gran finale del Giro 2026. Dopo una sequenza impegnativa di salite – Saint-Barthélemy, Valpelline, Doues, Lin Noir e Verrogne – il percorso culminerà in questa ascesa severa dal versante di Gressan, collegato ad Aosta anche da una funicolare che la corsa utilizzerà nella giornata di domenica 24 maggio.
I 16,5 chilometri al 7,1% medio, con punte che non superano il 9%, disegnano una salita regolare ma esigente, degna di un grande scenario alpino. Dalla vetta, nelle giornate limpide, lo sguardo può abbracciare alcune delle vette più iconiche: Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.
Pila ha già scritto pagine importanti nella storia del Giro, soprattutto tra anni ’80 e ’90, anche se in passato si è sempre affrontato il versante di Pont-Suaz. Questa volta, invece, si salirà da quello che tradizionalmente era il lato di discesa. Nel 1987 Robert Millar ha preceduto Marino Lejarreta e la Maglia Rosa Stephen Roche, mentre nel 1992 è stato Udo Bölts a imporsi dalla fuga, in un’edizione poi vinta da Miguel Indurain. Per rivederla al Giro si è dovuto attendere oltre trent’anni.