Caruso ci prova, Rubio è il più brillante
Dopo 17 tappe di scatti e controscatti, la stanchezza in gruppo appare evidente, ma ciò non impedisce di vivere una prima ora a 53,3 km/h di media. Tra Passo dei Tre Termini e Cocca di Lodrino, alla fine, si forma un gruppo di 29 atleti, con Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Jardi Christiaan Van der Lee, Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United), Enric Mas, Juanpe López, Einer Rubio, Lorenzo Milesi (Movistar), Aleksandr Vlasov, Mick Van Dijke (Red Bull-Bora-hansgrohe), Gijs Leemreize, Frank Van den Broek (Picnic PostNL), Mattia Bais, Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta), Igor Arrieta, Jhonatan Narváez, Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets) e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Tobias Bayer (Alpecin-PremierTech), Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Jan Hirt (NSN), David de la Cruz, Mark Donovan (Pinarello Q36.5), Gianmarco Garofoli, Fabio van den Bossche (Soudal Quick-Step), Florian Stork (Tudor). Il gruppo Maglia Rosa si disinteressa e lascia che siano i battistrada a giocarsi la vittoria.
Cavagna prova la sortita solitaria a 117 km dall’arrivo, e rimane in testa fino ai 58 km dall’arrivo, quando il resto dei fuggitivi rientra in vista del traguardo volante di Roncone, vinto da Narváez e sufficiente a far tornare l’ecuadoriano in Maglia Ciclamino. A quel punto l’accordo davanti salta completamente e nei vari saliscendi che portano ad Andalo cominciano gli allunghi, volti a selezionare ulteriormente il folto gruppo di testa.
La vittoria di Michael Valgren
Alla fine davanti rimangono in 8: Caruso, Valgren, López, Rubio, Vlasov, Garofoli, Arrieta e Leknessund. Caruso fa valere tutta la sua esperienza, ma salendo verso l’ascesa cronometrata di Andalo-Lever i più brillanti sono Valgren e soprattutto Rubio. Il colombiano non riesce a togliersi di ruota il danese e a 2 km dall’arrivo rientrano su di loro anche Caruso, Leknessund, Vlasov e Arrieta. Il siciliano ci prova, ma la stoccata risolutrice è di Valgren – corridore in carriera in grado di vincere una Omloop Het Nieuwsblad, una Amstel Gold Race e un bronzo mondiale – che proprio all’altezza dell’ultimo chilometro lascia di sasso tutti gli avversari.
Per lui è la seconda vittoria stagionale dopo quella a Mombaroccio della Tirreno Adriatico. E il Giro si fa sempre più a tinte danesi, visto che tra il 2025 e il 2026 sono già 10 le vittorie della Danimarca (4 Mads Pedersen, 1 Kasper Asgreen, 4 Jonas Vingegaard, 1 Michael Valgren).