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Tappa 2 della Tirreno Adriatico: metalli leggeri

08/09/2020

La seconda tappa della Tirreno Adriatico scende rapida parallela alla costa.

Passa per Pisa che fu Repubblica Marinara, accosta Tirrenia, tocca Livorno con la sua celebre Accademia Navale, sale fino ai 382 metri di Castellina Marittima, il cui castello fu venduto prima alla Repubblica di Pisa, per poi passare a Firenze e tornare sotto il controllo di Livorno, a testimonianza dei grandi mutamenti sociopolitici di questi luoghi.

Dopo Castellina altra salitella in quel di Canneto, dentro le cui mura soggiornò Carducci, poi la strada fila dritta verso Follonica, con un circuito finale di 22 chilometri.

A metà del ‘500 a Follonica fu costruita la prima ferriera in cui fondere i minerali estratti dalla vicina Isola d’Elba, e da lì in avanti per oltre tre secoli è stato tutto un costruire raffinerie, altiforni, impianti produttivi che andavano ad alimentare un Mondo che era ovunque in espansione.

 

Poi, verso l’inizio del ‘900, la produzione ha iniziato a rallentare, per fermarsi del tutto negli anni ‘60.

 

Follonica si è trovata in poco tempo da grande polo siderurgico a custode di un’eredità diventata di colpo troppo vecchia, ben prima che gli architetti scoprissero il fascino dell’archeologia industriale.

Ma i follonichesi sono gente abituata a lottare a reinventarsi, e adesso la zona delle fonderie ex-Ilva è stata riconvertita in un polo culturale che racchiude la biblioteca comunale, il Museo del ferro e della ghisa, la sede del Parco Archeologico delle Colline Metallifere e un distaccamento dell’Università di Siena.

 

Oggi qui arriva una carovana che si muove veloce su ruote piene solo d’aria: non più ferro, ma carbonio.

A testimoniare il fatto che c’è sempre un modo più lieve di stare al mondo, come dimostra l’esistenza stessa della bicicletta e la cocciutaggine dei grossetani.

 

D’ora in avanti, metalli leggeri.

 

Segui la tappa in diretta su https://www.tirrenoadriatico.it/it/live/

 

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