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    L’uomo che non ti aspetti

    12/05/2023

    A livello internazionale non aveva mai vinto e nemmeno conquistato un podio, non solo tra i professionisti, ma anche a livello U23 e juniores. Così Davide Bais ha deciso di sbloccarsi nel ciclismo che conta entrando direttamente dalla porta principale: il Giro d’Italia. Il corridore trentino ha vinto a Campo Imperatore, sul traguardo che nel 1999 aveva incoronato Marco Pantani e nel 2018 Simon Yates.

    Chissà se questa mattina, quando si stava schierando sulla linea di partenza di Capua, si sarebbe anche solo immaginato di poter lottare per la vittoria in un arrivo come questo, lui che per caratteristiche non è nemmeno uno scalatore puro. Solitamente in frazioni come la Capua-Campo Imperatore non è impossibile che arrivi la fuga, ma è facile che in avanscoperta ci vada un gruppo più numeroso, con tanti nomi grossi che sono magari usciti di classifica. Invece hanno avuto il via libera solo 4 corridori: Davide Bais (Eolo-Kometa), Henok Mulubrhan (Green Project-Bardiani CSF-Faizanè), Karel Vacek (Team Corratec-Selle Italia) e Simone Petilli (Intermarché-Circus-Wanty).

    “Sono spacciati, oggi la vittoria se la giocano i big” hanno pensato quasi tutti. Invece il loro vantaggio è lievitato a 12 minuti e così è rimasto fino agli ultimi 50 km, quando lentamente ha cominciato a scendere, senza comunque intaccare le possibilità dei fuggitivi, nel frattempo rimasti in 3 dopo aver perso Mulubrhan salendo verso Roccaraso. A quel punto Bais ha davvero cominciato a crederci, ma con lui c’era Petilli, scalatore puro più abituato a sforzi come quello del Gran Sasso d’Italia.

    Ma il corridore lecchese non era nella sua giornata migliore e, complice anche il vento contrario salendo verso la cima, non è riuscito a fare la differenza. Bais e Vacek sono rimasti alla sua ruota e negli ultimi 500 metri erano ancora tutti assieme. Solo a quel punto Davide ha capito che era fatta, ha fatto valere il suo cambio di ritmo ed è andato a prendersi l’iconico arrivo di Campo Imperatore. “Ero in fuga per aspettare un eventuale attacco di Fortunato, e invece ho vinto. Incredibile” ha detto Bais dopo l’arrivo.

    Ovviamente un grazie dovrà dirlo anche al gruppo, che per il 90% di questa tappa ha optato per un’andatura cicloturistica e ha aperto il gas solo negli ultimi 1500 metri, giusto per preparare lo sprint finale. Remco Evenepoel ha chiuso davanti a Primož Roglič, ma sono piccolezze, lo scontro frontale è rimandato a data da destinarsi.

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