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L’ultimo weekend: tutti contro Bernal

28/05/2021

L’ultimo weekend: tutti contro Bernal

Chi si aspettava un cedimento della Maglia Rosa sulle pendenze della salita dell’Alpe di Mera è rimasto deluso.

Dall’altro lato, tuttavia, Egan Bernal non è parso nemmeno del tutto inattaccabile, motivo per cui il weekend conclusivo del Giro dovrebbe regalarci spettacolo. La giornata difficile vissuta a Sega di Ala aveva fatto scattare l’allarme: è in calo? Gli sono tornati i dolori alla schiena? Oppure è stata solo una giornata storta?

La salita di oggi ci ha detto che Egan sta bene, ma che forse, a differenza dei primi 16 giorni di Giro d’Italia, non è il più forte del lotto. Il vantaggio accumulato nelle strabilianti prime due settimane è talmente rassicurante che non dovrebbe impedirgli di dormire sonni tranquilli nelle ultime due nottate rosa prima di Milano, ma con un Simon Yates rivitalizzato dopo due settimane incolore, l’impressione è che Bernal proprio rilassato non sarà.

Gli ultimi due giorni di Giro, quindi, siamo sicuri non saranno noiosi. Domani ci sarà l’ultimo grande confronto sulle Alpi, su un terreno che lascia spazio alla fantasia dei corridori e si adatta ai ribaltamenti: negli ultimi 80 km, tra suolo svizzero e italiano, i corridori affronteranno in rapida successione Passo San Bernardino, Passo Spluga e Alpe Motta. Chi non è contento del suo Giro, avrà l’occasione di redimersi grazie ai 4200 mt di dislivello complessivi offerti dalla tappa. Simon Yates, per esempio, non si accontenterà del terzo gradino del podio. L’inglese sa già cosa vuol dire indossare la Maglia Rosa: nel 2018 l’ha persa nelle ultime due tappe e quest’anno, invece, vorrebbe che le ultime due frazioni gliela restituissero. Proprio perché negli ultimi due arrivi in salita ha recuperato in totale 1’31” su Bernal, è lecito attendersi un suo ultimo tentativo di assalto al simbolo del primato. 2’49” da recuperare ad un fenomeno come Bernal sono tanti e, per quanto mostrato in questi ultimi giorni, il gemello d’arte si starà mangiando le mani per una prima parte di Giro sotto i suoi standard.

 

Tutti contro Egan Bernal

Il capitano del Team BikeExchange potrebbe trovare in João Almeida un valido alleato. Il portoghese ha voglia di spaccare il mondo, anche se si accontenterebbe di vincere una tappa e, soprattutto, di sbloccarsi, perché da professionista non ha ancora mai vinto. Anche lui, come Yates, non può essere contento della sua posizione di classifica (è 8° a 8’26”), dopo due settimane in cui non è riuscito a confermarsi sui livelli dell’anno passato (4° finale), e per questi motivi appare difficile che domani resti fermo a guardare. La Deceuninck-QuickStep, poi, ha nel DNA la capacità di smuovere la corsa ben prime dell’ultima salita verso l’Alpe di Motta.

Bernal, dal canto suo, ha una corazzata a proteggerlo: Filippo Ganna e Salvatore Puccio in pianura, Jonathan Castroviejo e Daniel Martinez in salita, che hanno dimostrato di poterlo scortare fin quasi sul traguardo anche negli arrivi in salita. E poi c’è la variabile Damiano Caruso, che per sua stessa ammissione ha più l’obiettivo di difendere il podio che di attaccare la Maglia Rosa, visto che comunque salire sul podio di Milano sarebbe il coronamento di una carriera vissuta spesso al servizio degli altri.  Al secondo posto in generale, al momento, c’è però lui (2° a 2’29”), e se le carte dovessero rimescolarsi sicuramente proverà ad approfittarne.

Anche perché la cronometro conclusiva in Duomo di Milano è una vera e propria incognita, come sempre, d’altronde, quando viene inserita una prova contro il tempo il 21esimo giorno di corsa. Tutti i valori e i pronostici non contano più nulla, perché chi sarà riuscito a risparmiare qualche goccia di energia in più potrebbe riuscire a recuperare secondi importanti nei 30 km di corsa previsti.

Insomma, il Giro è tutt’altro che chiuso: ci aspettano due giornate vietate ai deboli di cuore.

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