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La Mitad del Mundo brilla al Giro d’Italia: Carapaz, Narváez ed Ecuador

10/08/2026

10 agosto, Primo Grido d’Indipendenza dell’Ecuador a Quito, che accese la libertà di un intero continente: il sogno animato dalla ‘Luce d’America’. E poche storie recenti hanno illuminato lo sport ecuadoriano quanto quella vissuta dai suoi atleti al Giro d’Italia: nessun altro Paese è passato così rapidamente dall’essere un debuttante a stabilirsi ai vertici della Corsa Rosa.

 

Carapaz, dall’Arena di Verona all’Alpe d’Huez

Richard Carapaz aprì la strada nel 2018 con il successo a Montevergine di Mercogliano, la prima vittoria ecuadoriana in un Grande Giro. Un solo anno dopo, la ‘Locomotiva del Carchi’ toccò il cielo: due tappe, una prestazione senza appello a Courmayeur e il Trofeo Senza Fine alzato nell’Arena di Verona, il primo per il suo Paese. Sarebbe poi tornato a vestire la Maglia Rosa nel 2022, quando chiuse secondo dopo un duello agonico con Jai Hindley, e nel 2025 aggiunse la sua quarta vittoria di tappa e un nuovo podio a Roma.

 

Il campione olimpico di Tokyo 2020 arriva inoltre a questa festa nazionale in estasi: al Tour de France conclusosi lo scorso luglio ha firmato due vittorie — Orcières-Merlette e nientemeno che l’Alpe d’Huez —, ha conquistato la sua seconda classifica della montagna dopo quella del 2024 e ha eguagliato il record storico di quattro premi della combattività. Il fuoriclasse di El Carmelo non si ferma.

 

Narváez, il ‘Lagarto’ dei record

Se Carapaz ha aperto la porta, Jhonatan Narváez l’ha abbattuta. Il corridore di Sucumbíos sapeva già cosa significasse vincere al Giro — a Cesenatico nel 2020 e, soprattutto, all’apertura del 2024 a Torino, dove batté nientemeno che Tadej Pogačar e indossò la prima Maglia Rosa della sua carriera —. Ma nella recente edizione 2026 ha firmato qualcosa di inedito: tre vittorie nella stessa Corsa Rosa — Cosenza, Fermo e Chiavari —, un risultato che nessun ecuadoriano aveva mai raggiunto. Con cinque successi di tappa, il ‘Lagarto’ è ormai il corridore del suo Paese con più vittorie nella corsa più bella del mondo.

 

Stile da campioni che sventolano la stessa bandiera gialla, blu e rossa. E il meglio, probabilmente, deve ancora essere scritto. Buona festa nazionale, Ecuador!

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