Ogni 19 agosto il mondo celebra la Giornata Mondiale della Fotografia, in ricordo di quel giorno del 1839 in cui il dagherrotipo fu presentato come un dono ‘libero al mondo’. Il ciclismo è nato con giornali come La Gazzetta dello Sport, con le cronache della radio, ed è diventato famoso in tutto il mondo grazie alla televisione e a internet; ma poche discipline devono tanto quanto il ciclismo al dono dell’istantanea: senza fotografia non esisterebbe un’epica destinata a durare.
Il Giro d’Italia ha il privilegio di raccontarsi attraverso gli obiettivi dei migliori specialisti al mondo. Sono i fotografi in corsa ad alzarsi prima del gruppo, ad aspettare per ore sotto la pioggia in una curva delle Dolomiti o a scattare, dalla moto e a pochi centimetri dai corridori, l’istante esatto in cui si decide una corsa. La Maglia Rosa al vento, la polvere e il salmastro di una fuga, l’abbraccio al traguardo o il silenzio di una sconfitta: tutto resta, per sempre, grazie a loro.
Oggi le parole non servono: parlino le loro fotografie. Grazie, fotografi.