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Jai, una Rosa da lontano

29/05/2022

Ogni volta che l’Arena di Verona accoglie il gran finale del Giro d’Italia sono sempre brividi. Non capita spesso ad un ciclista di avere uno stadio che lo acclama e che lo applaude, figurarsi un anfiteatro che trasuda storia e prestigio come il monumento veronese. Il diritto a questa ovazione se lo sono meritati tutti i corridori che hanno portato a termine il Giro d’Italia 2022, ma la gloria se la sono portata a casa Jai Hindley, la Maglia Rosa, Arnaud Démare, la Maglia Ciclamino, Koen Bouwman, la Maglia Azzurra, Juanpe Lopez, la Maglia Bianca, la Bahrain Victorious, la miglior squadra, e… due leggende al loro ultimo Giro d’Italia, Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde.

Il Trofeo Senza Fine, però, è andato solo a uno: Jai Hindley. Il corridore della Bora-hansgrohe ha fatto la storia: è il primo australiano di sempre a vincere il Giro d’Italia, il secondo a vincere un Grande Giro dopo che Cadel Evans aveva vinto il Tour de France 2011.

Lui che, dopo aver perso il Giro 2020 all’ultima cronometro a favore di Tao Geoghegan Hart, temeva di non avere più un’altra possibilità per conquistare la Maglia Rosa, perché non è mai detto che il treno nella carriera di un corridore passi due volte. Lui che, dopo il 2° posto al Giro di quell’anno, non era più riuscito a riproporsi su quei livelli, venendo etichettato da molti come la classica meteora di una stagione particolare come era stata quella del covid. Lui che, da adolescente, ha dovuto abbandonare l’Australia per inseguire il sogno di diventare un ciclista professionista. Lui che, proprio a causa del covid, non era tornato a casa e non aveva visto la sua famiglia per più di due anni.

L’Italia era nel destino del nativo di Perth, visto che nel 2015, a 19 anni, aveva fatto le valigie e si era trasferito in Abruzzo per correre con il Team Aran Cucine. Lì era stato un anno, si è immerso nella cultura italiana, anche se si vergogna a far vedere quel che sa di italiano, si è allenato sul Gran Sasso e ha cominciato a farsi notare.

7 anni dopo, su quelle montagne, sul Blockhaus in particolare, ha messo il primo mattoncino del suo trionfale Giro d’Italia, vincendo una tappa che lo ha riproiettato rapidamente ai livelli del 2020. Dopodiché è stata una Corsa Rosa portata avanti con le gambe, ma anche tanto con la testa, un lungo tête-à-tête con Richard Carapaz fatto di nervi e scattini, culminato nello show della Marmolada. Hindley ha sfoderato una prestazione monstre, una di quelle che, numeri alla mano, ci dicono che stiamo parlando di uno scalatore formidabile, uno dei più forti al mondo in questo momento. I fantasmi del 2020 li ha allontanati a suon di watt e la crono di Verona se l’è potuta fare con la consapevolezza di essere vicinissimo all’entrare nella leggenda.

La sua vittoria arriva da lontano, ma oggi i 14 mila km che lo separano dalla sua Perth non sono mai stati così vicini. L’Australia si è tinta di Rosa. Jai Hindley ha vinto il Giro d’Italia.

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