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#ItaliaDaCorsa

20/05/2021

La bici è nata in Francia ma la bici da corsa è diventata un gioiello in Italia

Ogni ciclista, corridore cicloamatore o professionista, passando dai più blasonati campioni di tutto il mondo, ha sempre sognato solo una cosa: farsi realizzare un telaio su misura in Italia, e poi dotarlo della componentistica più raffinata, leggera, efficiente, ovvero quella Made in Italy.

La tradizione non si è mai interrotta e ancora oggi l’Italia rimane il Paese di riferimento nel mondo delle bici da corsa. Anche perché è il paese dove la bici da corsa è, in un certo modo, nata. Qui è stato inventato il cambio, per esempio, è stato inventato il telaio in carbonio, sono stati sviluppati materiali innovativi e impensabili prima come il titanio, ma anche geometrie e posture che non si erano mai viste e che hanno consentito ai ciclisti di tutto il mondo di essere più veloci ma anche di stare più comodi in sella.

Ruote con mozzi e raggi straordinari hanno consentito prestazioni mai viste prima, e che nel tempo, dall’acciaio, si sono evolute fino al carbonio. Selle un tempo cucite a mano, oggi prodotte in materiali speciali e perfino riciclabili, hanno ridotto enormemente il peso di questo componente ed enormemente aumentato il comfort di chi trascorre in sella tante ore, diventando esempio del Made in Italy e conquistando il mercato. Ma anche manubri, attacchi, pneumatici sofisticati e leggeri, insomma, tutta la componentistica che rende una bici da corsa, un gioiello ammirato a ogni latitudine.

È l’Italia da corsa, che ieri come oggi, rappresenta il non plus ultra per ogni ciclista, cicloamatore, cicloviaggiatore, randonneur, corridore dilettante o professionista che sia.

 

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