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Il Giro d’Italia rende omaggio ad Alex Zanardi, campione di sport e di vita

02/05/2026

La notizia devastante è arrivata questa mattina. Alex Zanardi, pilota, atleta di paraciclismo, uno degli sportivi più amati al mondo, ci ha lasciati. Due incidenti gravi, l’ultimo dei quali avvenuto in handbike sei anni fa, hanno caratterizzato la vita di un uomo che non si è mai arreso, che è stato l’atleta paralimpico più rappresentativo in Italia e nel mondo.

 

Dalla Formula 1 al ciclismo paralimpico

Il paraciclismo ha scandito la seconda vita di Alex Zanardi. Era il 15 settembre 2001 quando il pilota, con numerose presenze in Formula 1 all’attivo, fu coinvolto in un incidente gravissimo che lo portò all’amputazione di entrambe le gambe durante una gara del campionato CART sul circuito del Lausitzring, in Germania. Dopo 16 operazioni chirurgiche, 4 litri di sangue persi e 7 arresti cardiaci, Zanardi riuscì a sopravvivere. Lì si è chiusa simbolicamente la “prima vita” del pilota emiliano, un passaggio testimoniato da una delle frasi più significative affermate da Zanardi: “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa”.

L’handbike per rinascere

Da quel momento in poi, Zanardi scelse l’handbike non solo come sport, ma come strumento per dimostrare che è possibile reinventarsi e rinascere, trasformando una tragedia in un’opportunità per ispirare milioni di persone in tutto il mondo. La scelta dell’handbike deriva dall’incontro con Vittorio Podestà, altra leggenda del paraciclismo, avvenuta quasi per caso: i due si stavano contendendo un parcheggio. Dopo aver iniziato a chiacchierare, Zanardi fu molto incuriosito dall’handbike, che Podestà aveva caricato sul tetto dell’auto.

 

“Quando nacque questa passione per l’handbike, arrivai a dover fare una scelta. Mi dicevano: «Ma come? Ma tu lasci quel mondo dorato per andare a fare quella roba lì?». Ero già felice perché stavo già facendo una cosa che per me era una figata pazzesca”, ha spiegato anni dopo l’ex pilota.

 

Leggenda dello sport e del paraciclismo

Da quel momento in poi, Alex Zanardi è diventato una leggenda dello sport e un motivo d’ispirazione per tutti, anche grazie alle sue dichiarazioni, mai banali e sempre fortemente motivanti. La sua carriera nel paraciclismo gli ha permesso di vincere quattro ori ai Giochi Paralimpici, due a Londra 2012 (nelle prove individuali crono e in linea) e due a Rio 2016, uno nella crono e l’altro nella staffetta. Nelle due edizioni sono arrivati anche due argenti. Dodici sono state invece le maglie iridate vinte nelle varie edizioni dei mondiali. Proprio durante la pratica del paraciclismo è nata la “Regola dei 5 Secondi”, una filosofia di vita e sportiva che invita a dare un ultimo sforzo quando si pensa di aver esaurito le energie. Secondo Zanardi, resistere per soli 5 secondi in più, quando tutto sembra perduto, può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, applicabile sia alle gare che alle difficoltà personali.

 

Nel 2020 è arrivato il secondo grave incidente che ha stravolto la vita di Alex Zanardi. nel mese di giugno, al termine del primo lockdown per il Covid, Zanardi rimase coinvolto in un incidente stradale durante la staffetta di “Obiettivo3”, associazione nata dall’idea dell’ex pilota per aiutare le persone a praticare l’attività paralimpica.

 

Il Giro d’Italia rende omaggio ad Alex Zanardi

Il Giro d’Italia rende così omaggio a un campione che ha scritto la storia dello sport e che ha sempre testimoniato grande vicina alla Corsa Rosa. In alcune dichiarazioni, Zanardi dichiarò che grazie al Giro d’Italia ebbe la possibilità di venire per la prima volta a Napoli, nel 2013, alla Grande Partenza di quell’edizione. Ci lascia un uomo che ha ispirato intere generazioni ad andare oltre i propri limiti.

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