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Il Giro d’Italia e VAIA: il suolo delle Dolomiti risorge tappa dopo tappa

28/07/2026

Ogni anno il passaggio del Giro d’Italia tra le Dolomiti e le grandi montagne del Nord Italia regala emozioni, imprese e immagini destinate a entrare nella storia. Ma la Corsa Rosa vuole lasciare qualcosa di concreto anche ai territori che la accolgono e che, con i loro paesaggi straordinari, ne rappresentano da sempre una delle anime più autentiche.

 

Nel 2018 la tempesta Vaia ha devastato vaste aree di Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia, abbattendo milioni di alberi e modificando profondamente il volto di alcune delle montagne più iconiche del Giro. Proprio in queste regioni, lo scorso aprile, è nato un progetto che testimonia la volontà della corsa di restituire qualcosa ai luoghi che ogni anno ne fanno da scenario. Un impegno che vale la pena ricordare oggi, 28 luglio, in occasione della Giornata Internazionale per la Conservazione della Natura.

 

Oltre 200 volontari, appassionati e aziende del territorio, coordinati dalla cooperativa E.R.I.C.A., hanno partecipato alla messa a dimora di 3.000 nuovi alberi in tre delle aree più colpite dalla tempesta: Darzo, Canazei e Claut. Gli stessi territori attraversati dalle tappe 17, 19 e 20 dell’ultima edizione del Giro. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Giro d’Italia e VAIA, progetto di rigenerazione forestale che quest’anno è entrato a far parte della famiglia della Corsa Rosa come Sustainability Partner.

 

Le giornate di piantumazione hanno dimostrato come il legame tra il Giro e le montagne possa andare oltre l’aspetto sportivo: i luoghi che ogni primavera accolgono i corridori possono essere concretamente tutelati e valorizzati grazie a un impegno condiviso.

 

Lo stesso spirito anima Ride Green, il programma di sostenibilità che accompagna il Giro d’Italia dal 2016. Nel 2025 il progetto ha consentito di avviare al riciclo il 92% degli oltre 70.000 chilogrammi di rifiuti prodotti dal passaggio della corsa sul territorio italiano. Numeri che confermano come la sostenibilità non sia un’iniziativa occasionale, ma una componente sempre più centrale dell’identità del Giro. Perché prendersi cura dei luoghi che rendono unica la Corsa Rosa significa anche contribuire a preservarne il futuro.

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