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    Il gigante della Sila

    07/10/2020

    Tempo da lupi a Camigliatello Silano, 1277 metri sul livello del mare, quando Filippo Ganna entra solo e bagnato, infreddolito e felice, nel rettilineo d’arrivo.

    Sembra strano, ma è la prima volta che gli capita da quand’è professionista.

    Ha già vinto molto, ma sempre nel chiuso di un velodromo, o nell’esercizio introverso delle cronometro.

    In una gara in linea, quando si parte tutti assieme, mai.

    C’è riuscito oggi in una tappa in teoria non adatta a lui, contro avversari sulla carta più attrezzati, nel territorio magico dell’altipiano silano.

    Terra di briganti, porcini, patate IGP e lupi, particolarmente a loro agio con il clima di oggi.

    Terra anche de “I giganti della Sila”, un bosco ultracentenario che custodisce larici e aceri alti fino a 45 metri e larghi 2, che sono stati piantati nel Seicento e ora sono tutelati dal FAI.

    Filippo Ganna è alto 1,93, che è già molto, ma oggi sembrava un gigante anche lui.
    Ieri sera Geraint Thomas, il suo capitano, gli ha scritto di provare ad andare in fuga.
    Lui ha eseguito.
    Con l’idea di lavorare per il suo compagno Salvatore Puccio ha tirato più di tutti, poi, quando a metà dell’ultima salita Puccio ha mollato, ha lavorato per sé stesso.
    Carretero scattava e lui lo riprendeva; De Gendt e Rubio, usciti dal gruppo poco prima, l’hanno raggiunto e attaccato, lui ha continuato a rintuzzare gli attacchi, finché a scattare è stato lui.
    È bastata una volta sola, e gli altri sono crollati come alberi troppo esili per resistere alla tempesta.

    Gli uomini di classifica si stuzzicano ma arrivano tutti assieme, tranne Caicedo, il secondo in generale fino a stamattina, che abbandona classifica e Maglia Azzurra.

    Almeida sempre Maglia Rosa, guadagna anche 4” di abbuono sul traguardo.

    Ma stasera gli occhi sono tutti per Filippo Ganna, la prima Maglia Rosa di questo Giro, che per far contento un capitano sfortunato ha regalato un capolavoro a lui, a sé stesso, a tutti noi.

    Era già grande, oggi è diventato un gigante.

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