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Il Corriere della Sera compie 150 anni: il Giro raccontato dalle sue grandi firme

05/03/2026

Quando il Giro d’Italia vedeva la luce nel 1909, il Corriere della Sera girava per le case degli italiani già da oltre 30 anni. Ai tempi non c’erano televisioni che mostrassero le immagini, e le gesta dei grandi campioni passavano tutte dalle penne raffinate dei giornalisti inviati al seguito della Corsa Rosa.

 

Se il Giro d’Italia, nell’immaginario di tutti, è un “grande romanzo scritto a pedali”, è “un’epopea rosa”, è “il racconto dell’Italia scritto sull’asfalto”, nonché un “caposaldo del romanticismo popolare”, lo si deve a tutti qui giornalisti, scrittori o poeti che hanno seguito l’evento da vicino.

 

Negli anni ’20 il Corriere della Sera aveva come inviato Orio Vergani, da tutti definito ‘il padre del giornalismo sportivo’, che fu capace di mettere nero su bianco, a cavallo tra le due guerre, le imprese di Costante Girardengo e Alfredo Binda. Poi arrivarono Gino Bartali e Fausto Coppi, e se le loro gesta sono rimaste una colonna portante della cultura popolare italiana, lo si deve anche a chi fu capace di raccontarli. Tra questi anche Dino Buzzati, inviato speciale del Corriere al Giro nel 1949: seguì tutta la corsa scrivendo una serie di articoli, poi raccolti nel libro “Dino Buzzati al Giro dItalia”, divenuto un classico di letteratura sportiva.

 

Negli stessi anni anche Indro Montanelli fu al seguito del Giro per un paio di edizioni, così come Gianni Brera e poi Gianni Mura, con quest’ultimo che, puntuale, si faceva trovare nella sala stampa del Giro finché le sue forze glielo hanno permesso, ovvero fino alla sua scomparsa nel 2020.

 

Il 5 marzo del 1876 nasceva il Corriere della Sera. La storia contemporanea dell’Italia raccontata giorno dopo giorno e, con essa, anche quella del Giro d’Italia, fin dalla primissima tappa.

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