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Egan Bernal, tanti auguri all’orgoglio di Colombia

13/01/2026

“Quando vado in bicicletta, sento di essere me stesso, sento che tutta la mia energia è concentrata su qualcosa” . Solo così si può percepire il colossale sforzo che Egan Bernal ha dovuto compiere per recuperare dal suo gravissimo incidente del 2022, disputando quest’anno una delle migliori stagioni della sua carriera. Il doppio campione nazionale della Colombia – resta da vedere se il corridore di Zipaquirá difenderà i suoi titoli tra qualche settimana – ha messo in campo tutta la sua dedizione in un anno in cui sfortuna e gloria si sono alternate come di consueto in questo sport.

 

È stato l’anno in cui il pupillo del compianto Gianni Savio è tornato ad alzare le braccia al cielo, addirittura in un Grande Giro – ha vinto a Castro de Herville, alla Vuelta a España, anche se non ha potuto festeggiarlo adeguatamente a causa delle proteste pro Palestina -; ma soprattutto, quello del suo ritorno al Giro d’Italia. La sua amata Corsa Rosa, quella che lo ha visto trionfare nella sua unica partecipazione precedente, quella del 2021, dopo una prestazione prodigiosa.

Il trionfo di Egan Bernal al Giro d’Italia 2021: dal Passo Giau alla gloria eterna a Milano

Sulle innevate rampe del Passo Giau, in Maglia Rosa, ha sferrato un attacco micidiale, andando a coronare un’avventura iniziata dieci giorni prima con un altro trionfo, a Campo Felice (Rocca di Cambio). “Non capita tutti i giorni di vincere una tappa al Giro con la Maglia Rosa. Volevo fare qualcosa di speciale, dimostrare che sono tornato.

 

Un eterno equilibrio tra gioie e dolori quello di Egan, che anche nel 2025, quando l’entusiasmo traboccava per il successo ai campionati nazionali, si è visto costretto a risalire per una caduta alla Clásica de Jaén che ha complicato la sua preparazione per il Giro con una fastidiosa frattura della clavicola. Ma alla Grande Partenza dall’Albania lui c’era e, con enorme coraggio dopo aver faticato nella TUDOR ITT di Pisa, ha risalito passo dopo passo la classifica generale fino a chiudere settimo. Un risultato forse non esaltante per un corridore che in bacheca ha un Trofeo Senza Fine e un Tour de France (2019), ma che ha finito per consolidare il suo ritorno in prima linea.

L'Italia nel destino: il Giro 2026 lo aspetta

Arrivato davanti anche al Il Lombardia (8°), gara in cui era salito sul podio prima della pandemia (2019), il miglior colombiano nella classifica UCI dello scorso anno sta già preparando con cura l’ultimo sforzo che, spera, possa riportarlo nella leggenda.

 

Le indiscrezioni suggeriscono -e speriamo sia così- che Egan sarà alla Grande Partenza dalla Bulgaria il prossimo maggio, forse insieme a un Thymen Arensman che ha vinto 2 tappe nell’ultimo Tour. Insieme alla INEOS Grenadiers, immersa in un profondo periodo di cambiamenti – guidata dal nuovo responsabile sportivo, Geraint Thomas, un altro che sa cosa vuol dire lottare per la Maglia Rosa (2° nel 2023)-, il ‘Condor di Zipaquirá’ può permettersi di sognare ancora.

 

Buon 29° compleanno, Egan, e buona fortuna per il 2026!

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